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dei partiti e delle storie

Noto che i partiti sono storie, non illusioni da bacchetta magica, il PD e’ un partito leggero che non ha opinioni sui veri problemi dello stato

Mino Martinazzoli su L’unita’ (di Carta)

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della lingua (e delle maestre di “un’altra Italia”)

Marco Paolini

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dei fratelli Cervi

I sette fratelli Cervi - Marco Paolini Mercanti di Liquore

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degli Amarcord

Kareem Abdul Jabbar

ero alle medie, erano appena esplose le tv private e Dan Peterson impazzava e lui era il piu’ alto di tutti.

Un milione di anni fa :-S

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dei compleanni

Oggi Giacomo compie 10 anni.
Siccome in settimana e’ complicato lo abbiamo festeggiato sabato con una pizza (fatta in casa) con un po’ (tanti) suoi amici.
Ha ricevuto dei bei regali, e’ stata una bella festa. Noi gli abbiamo regalato un lettore mp3, lo desiderava molto ed e’ felice. E’ bello vedere un bambino felice.
Ieri abbiamo messo in carica il lettore sul mio pc che ha il lock-screen di default.
Oggi lui e’ tornato prima di me e voleva il lettore e’ sceso nello studio ma ha trovato sul pc la richiesta di password.
Sapeva di non staccare a caldo il lettore e io ho trovato un messaggio.
Io non sapevo che ci fosse quell’utility, me lo ha insegnato lui. In caso di lock-screen (ho scoperto),e’ possibile lasciare un breve messaggio al proprietario del pc senza accedere allo stesso.
Giacomo ha fatto una tale quantita’ di cose giuste da lascirmi stupito (non perche’ non lo creda in gamba, ma per la competenza che ha dimostrato).
Cosi’,a proposito di nativi digitali :-)

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del viaggiare sul biciclettO

E’ la storia di un giovanotto, tal Luigi Masetti, educato e con pochi grilli per la testa che parti’ dal Polesine, arrivo’ a Milano con un diploma da ragioniere.
Bei modi, testa fina e faccia di bronzo QB, con la serenita’ dell’uomo di poche pretese attraversa mezzo mondo a cavallo del suo bicicletto.
Masetti decide che il bicicletto (la macchina, come usava allora) e’ lo strumento per i suoi viaggi e, con una pervicacia degna di nota, prima se ne procura uno (si trasferisce a Pavia per risparmiare, li’ dara’ lezioni di lingue per comprare il suo mezzo), e poi, ottenuta la sponsorizzazione del Corriere della Sera, parte per il Viaggissimo.
Il libro, attraverso pagine di diario e racconti in terza persona ci narra, il Viaggissimo (appunto) fino a Chicago e ritorno. Masetti e’ persona di poche pretese, ma ben lungi dall’essere povero di spirito, e racconta le tante vicissitudini di chi si avventura per strade (o presunte tali) sconosciute e lontanissime.
La “sua” America e’ piena di italiani cordiali e di luoghi interessanti, le strade sono a volte lisce e meravigliose, a volte disastrose mulattiere, e la pioggia sembra non lasciarlo mai. Mangiare, dormire ed evitare la pioggia sono i temi costanti del racconto.
Nelle pagine di diario che puntualmente spedisce al Corriere in cambio dei soldi della sponsorizzazione, sono ricche di facce, di luoghi e di dettagli, quei dettagli che acompagnano il faticoso pedalare dei cicloviaggiatori.
Masetti diventa una star, ma a modo suo, e anche quando viene ricevuto con tutti gli onori dalle personalita’ di spicco delle citta’ che visita, rimane modesto e di poche parole.  Ad un certo punto e’ anche “costretto” ad abbandonare il suo fedele bicicletto, che verra’ esposto in un museo, per ricevere in cambio una macchina (sempre a due ruote e a trazione umana) che lo riportera’ a casa.
Epico il suo arrivo a Torino prima e a Milano poi.
E’ una storia bella, con un epilogo strano.
Il Masetti infatti, all’apice della carriera, mentre tutti lo cercavano perche’ ormai diventato una star, beh, sparisce. Sparisce senza lasciare traccia. Ai tempi era piu’ facile; ed e’ un elemento in piu’ per affezionarsi a questo buffo personaggio comparso dal nulla e sparito nel nulla, lasciandoci una passione straordinaria per l’avventura, coraggiosissima, senza mai esagerare.

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dell’ X1 il fantatelefono

Il mio amico ZioBurp, che lavora qui, mi ha telefonato dicendomi che stava seguendo una campagna per Sony Ericsson. Mi ha detto che l’azienda, che sta lanciando sul mercato il fantatelefono X1, voleva presentarlo a gente che frequenta le rete, ci scrive e puo’ parlarne.
Mi hanno invitato, e io sono andato.
Sony Ericsson ha una sede bellissima sopra piazza affari (pero’ io ho sbagliato subito e sono entrato dalla porta di servizio), mi hanno accolto persone giovani e gentili in un atmosfera poco ingessata, insieme a me c’erano altri che scrivono in rete e alcuni giornalisti.
Ci hanno raccontato il telefono, ci hanno parlato di obiettivi di mercato, di costi, una presentazione alla stampa come si conviene.
Ho imparato alcune cose interessanti, e mi ha molto stupito quanto grande sia la fetta di mercato potenziale di uno strumento del genere.
Per parlare del fantatelefono pero’ bisogna provarlo, e allora da qualche giorno ci sto giocando. Non e’ il primo palmare evoluto che uso e devo ammettere che e’ proprio un attrezzo carino.
E’ molto compatto, leggero ed ergonomico (ha una geniale curvatura dello schermo per evitare l’effetto buio quando si sta all’esterno),  la tastiera QWERTY a scomparsa e’ molto comoda e ben progettata; al punto che quasi
viene voglia di utilizzare il pacchetto office mobile in dotazione.
Poco piu’ grande di un comune telefono cellulare ha tutte le funzioni dei palmari di solito piu’ grandi ed ingombranti.
Adesso parlero’ del sistema operativo, prima e’ necessario un disclaimer. Uso solo linux e ho una discreta allergia per i sistemi operativi proprietari in generale; se poi si piantano mi innervosisco proprio.
Il sistema operativo e’ Windows Mobile 6, trovo che abbia ampli margini di miglioramento, (molto ampli) sebbene qualche passo avanti rispetto alle versioni precedenti sia stato fatto.
Lo trovo cervellotico in alcuni passaggi e con una discreta tendenza a piantarsi, ma si sa, Windows chiede il riavvio, almeno periodicamente :-)
Il touch screen e’ piuttosto approssimativo, a volte semplicemente non funziona e bisogna riavviare, troppi click per fare cose banali e ovvie.
Molto interessante invece il sistema dei “panel”. E’ possibile infatti decidere quale faccia dare al telefono, scegliendo tra alcune opzioni possibili. I panel sono dei veri e propri pannelli di controllo con vocazioni diverse e, questi si, decisamente usabili.
Io sto usando quello con orologio analogico, agenda attivita’ in corso, sulla stessa schermata ho i tasti funzione per il telefono (vibrazione, wi-fi ecc.), e, con due soli click, posso cambiarlo ed attivarne uno con cui mi connetto al web, oppure quello con cui ascolto la musica ecc. Mi dicono che questi panel saranno molti e sviluppati anche da terze parti.
In sostanza, pur avendo il classico menu’ start, con cui accedo a tutti i comandi ho alcuni tasti in bella vista. I panels sono a loro volta personalizzabili. E’ una soluzione molto comoda ed immediata.
Il wi-fi e’ decisamente agile ed efficace, connette rapidamente ed e’ stabile; l’accoppiata schermo largo e tastiera comoda consente una agevole navigazione di emergenza.
Non uso una sim con abbonamento dati quindi non ho sperimentato la completa mobilita’, accontentandomi della connessione wireless.
In poco tempo e’ diventato un buono strumento di produzione, ho sostituito l’agenda e il lettore di mp3, con un unico device riesco a gestire tutte queste cose. Ulteriore notazione positiva, nonostante lo schermo grande la batteria ha performances del tutto soddisfacenti.
Non mi soddisfa il software, a cui do un voto piuttosto basso  mentre il device e’ decisamente interessante.
Peccato non aver pensato ad uno slot a vista per la mini memoria flash, e, altro peccato, manca un secondo slot: al momento per utilizzare il navigatore gprs e’ necessario aprire il telefono per sostituire la mini sd in dotazione con quella delle mappe (in dotazione pure lei peraltro). Ultima nota discutibile il copribatteria: e’ in metallo, ma un po’ macchinoso da togliere (bisogna sforzare) e alla lunga a rischio di scarsa tenuta.
La dotazione e’ ottima, intelligente: il caricabatteria e collegamento usb per pc con un solo attrezzo (il cavo usb che collega il device al PC si puo’ collegare, con la stessa usb, anche ad un trasformatore che va nella prese di corrent:, cosi’ semplice da essere furbissimo); ottime le auricolari anche per l’ascolto della musica. Visto il prezzo del telefono secondo me ci stava anche il trasformatore per l’accendisigari dell’auto , ma, come si dice, son dettagli ;-).
E’ un fantatelefono, un bello strumento, averlo in tasca risolve un sacco di problemi.
Insomma: ottimo design, centrate le dimensioni e l’ergonomia, comodo, pensato in modo intelligente (anche dal punto di vista delle applicazioni). Voto basso a Windows Mobile, che si sta effettivamente evolvendo, ma troppo, troppo piano.

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delle parole sante

L’espresso | Piovono rane di Alessandro Gilioli

Sembra che adesso - guidati dal superpentito Tremonti, che annusando l’aria un anno fa si era improvvisamente schierato contro il mercatismo - tutti gli ideologi post thatcheriani si siano convertiti allo stato sociale, e vai con i blocchi delle tariffe, con i bonus per i pensionati, con il controllo delle banche, con i sussidi per i precari a spasso, insomma con tutte quelle misure che solo tre anni fa sarebbero state bollate come insopportabili intromissioni dello Stato finanziate con imposte odiose.

Va benissimo, per carità.

Basta che fra tre o quattro anni, quando auspicabilmente la crisi sarà alle nostre spalle, non ricominciate con la tiritera dei lacci e lacciuoli, della mano invisibile e dei no tax day, grazie.

Beh mi pare che non servano commenti :-)

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della rivolta

“Non credo che Camus possa essere iscritto nella categoria dei rompicoglioni, non fosse altro perche’, ne’ ovvio ne’ banale, difficilmente buca al puto di meritarsi il nazionalpopolare appellativo”.

Dall’ introduzione di Giacopini.

Camus, in tutto il libro chiede,urla, impone di pensare; di non accontentarsi, di cercare di leggere la filigrana del mondo.

I testi (13) coprono un periodo di una decina d’anni (1945, 1956), anni caldi, addirittura roventi, con in atto la ricostruzione post-bellica, con un mondo da rifare, tanti lutti da elaborare e tanti conflitti da sanare.
Camus vede la guerra, la conosce e ne diviene un fiero detrattore, ma il punto centrale e’ la lettura della storia.
La storia sembra essere un vagone che procede blindato, totalmente indecifrabile, con gli uomini che non lo governano che si accontentano di simulacri.

E Camus invoca a gran voce un nuovo contratto sociale, un contratto che si basi su “principi ragionevoli”. E chiede agli uomini di prendersi la responsabilita’, la propria responsabilita’ di uomini.

Mi colpisce quanto l’autore, negli anni ‘40 dello scorso secolo racconti una contemporaneita’ molto, molto simile a quela che viviamo oggi: stessa paura, stessa politica. Questo di acchito e’ disperante, ma forse, a ben guardare rincuora. Non viviamo, come spesso appare un’era senza padri, ma siamo figli dei padri degeneri, che non si sono occupati di noi, che hanno lasciato che il mondo scorresse, di scossone in scossone, senza visione e senza progeetto.

Niente di nuovo sotto il cielo si direbbe, io aggiungo che il cielo e’ nuvoloso, e che ormai le nubi sono cariche di pioggia. Qualcuno forse ha l’ombrello (in pochi per verita’), ma pochissimo possono gli ombrelli di fronte alle alluvioni, piu’ o meno annunciate.

della comunicazione autentica

Gli esseri umani interagiscono, e’ necessario.
Queste interazioni sono legate al modo con cui ogni singolo si pone, sia attivamente che positivamente.
Margherita Pagni analizza questi atteggiamenti, li chiarisce e offre spunti per l’ascolto, la lettura e la gestione dei rapporti tra esseri umani.
Ci serve imparare a stare attenti perche’vanno colti (e governati) i segnali non verbali, la parte preponderante di qualsiasi messaggio.
Ci serve imparare a stare attenti perche’ i nostri atteggiament producono effetti nel nostro interlocutore.
Ci serve imparare a stare attenti perche’, qualche volta, captati i segnali anche deboli dal nostro interlocutore e’ possibile modificare l’andamento dell’interazione, ottenere obiettivi, evitare scontri e rotture.
In una selva di casi di studio e richiami a casi pratici, troviamo una descrizione approfondita delle possibili interazioni (di alcune delle possibili interazioni, sebbene siano davvero tante).
La Pagni, prendendo a piene mani dalla scuola di Palo Alto, riprende e riuattualizza gli studi sulla pragmatica della comunicazione; offre una grande quantita’ di spunti e di strumenti.
In questo testo troveranno elementi di interesse i top manager e i mariti gelosi, ma forse anche studenti impegnati nell’esame impossibile, o impiegati con il capo, impossibile.
Se, parafrasando Rifkin, questa e’ l’era della comunciazione, in questo testo parecchie sugestioni risulteranno utili.
Ringrazio Apogeo per avermi inviato il testo da recensire.

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