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Scrittura *abbastanza* creativa

 

Insegnare è uno strano lavoro, una significativa responsabilità e, confesso, un discreto divertimento.
Quando ho proposto al direttore del dipartimento di lingue di Fondazione Milano il corso di scrittura abbastanza creativa avevo un’idea abbastanza chiara di quello che volevo fare: ero convinto della necessità di proporre a dei giovani lavoratori della conoscenza un set di strumenti che fosse sufficiente ad approcciare la scrittura senza troppi patemi d’animo.
La letteratura è un’arte meravigliosa, consente vette straordinarie ed abissi insondabili. Raccontare storie è quanto di più affascinante si possa fare.
Ne è uscito un corso divertente, un esperimento riuscito, molti momenti di confronto vero; ed infine un manuale.
Per un semestre abbiamo letto e scritto, e abbiamo letto e smontato quello che abbiamo scritto, consci che la repsonsabilità dello scrittore (qualsiasi cosa scriva) è una cosa seria, e che c’è un modo per arrivare all’obiettivo senza morire e senza indurre troppo allo sbadiglio il nostro lettore.
Quando ho pensato a scrivere questo manuale, mi sono immaginato un testo che potesse mettere a sistema un po’ di riflessioni e un po’ di pratica, ma se lo avessi scritto io, sarebbe stato uno dei tanti testi che uno dei tanti docenti metteva a disposizione dei proprio studenti, e poco più.
Io ho avuto studenti notevoli, taluni sinceramente molto dotati, altri che generosamente hanno scommesso su sé stessi facendo notevoli passi avanti. Ho pensato che la cosa migliore fosse coinvolgerli, rendere viva una materia che si era strutturata nel corso dei miei studi, che io avevo consegnato loro.
Ho proposto il progetto definendo delle regole di ingaggio piuttosto draconiane. Nessun credito, un lavoro in più, nessun vantaggio “studentesco”, solo una ipotetica pubblicazione qualora il prodotto effettivamente meritasse.
E non ho dovuto attendere molto. Cinque valorosi si sono messi al lavoro, abbiamo definito insieme il metodo di lavoro e ci abbiamo messo un’estate, il risultato è il manuale che vedete là sopra. Loro lo hanno scritto, io l'ho letto volentieri. 

Succedono cose

Il mese di settembre è stato un'assalto all'arma bianca.
Ho fatto delle belle vacanze, in montagna, mi sono rilassato e mi sono dimenticato delle cose da fare. Sono arrivate tutte insieme a fine agosto e io sono un po' sopraffatto.

In ordine sparso:

mi hanno chiesto di tenere un blog su ilfattoquotidiano.it, e io sono molto contento, e adesso scrivo anche lì.

abbiamo lanciato Blonk, una casa editrice solo digitale che sta riscuotendo un discreto successo, mi fan fare il direttore editoriale e mi diverto come un matto :-)

Infine sto collaborando ad una bella iniziativa che si chiama L'Officina dello storico, e ho contribuito a pensare questo sito web e domani lanciamo l'iniziativa per il 2012 con una conferenza. Dentro la giornata c'è una cosa che mi sembra molto interessante che si intitola "I beni culturali ai tempi di Facebook".

Dice mia moglie che hanno messo una foto al mio posto a tavola, ma conto di tornare presto :-)

Scrivere

 

 In qualche caso scrivere è un modo per guardarsi dentro. Più spesso è un modo per fare ordine nei pensieri e nei progetti.

 Scrivere permette di guardare le cose con abbastanza distanza, e mediazione, da vederle per quello che sono.

Scrivere fa compagnia, permette di mettere a fuoco i pensieri, permette una visuale esterna, fa decidere.

Scrivere consola, mette in pace, lascia che ciò che è sia, senza il rumore e la confusione del pensiero convulso.

Scrivere è anche, e soprattutto ri-scrivere, riaggiustando i pezzi, togliendo polvere e ruggine fino ad ottenere un meccanismo bene oliato e scorrevole.

Scrivere di sé è un po’ come aggiustarsi. Talvolta, addirittura, ci si può dare una seconda chanche.

bookrepublic: ai confini della realtà (cose belle di ebook)

La cosa bella degli ebook, una delle tante, è che se ti scappa di leggere qualcosa ed è disponibile nel formato, in un attimo si compra. E a me scappa spesso di leggere qualcosa, qualcosa di molto specifico, per verità.

Per comprare gli ebook bookrepublic è un sacco comodo perché è facile, si trova quello che si cerca, si paga con paypal e tutto fila liscio.

Così si possono comprare i libri a mezzanotte di sabato che è una cosa che mi piace un sacco.

Poi succede che compro il libro di sabato sera a mezzanotte e il sistema di acquisto non funziona.

Avevo visto che il loro customer care era svelto, ed efficace, quindi ero proprio poco preoccupato.

Ho postato su friendfeed il problema, anzi ho postato che avevo avuto un generico problema.

Beh, a mezzanotte di sabato qualcuno (che si chiama Matteo Scurati, perchè bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare) si è preso la briga di risolvere subito il problema.

Che in effetti, insomma, siamo ai confini della realtà, ecco.

Quindi brava bookrepublic e bravissimo Matteo, e io mi addormenterò leggendomi il mio Saramago, tutto contento (io, mica Saramago) :-)

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