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Walter Benjamin La tecnica dello scrittore in tredici tesi

tratto da: Strada a senso unico (Einaudi, 1983)

I. Chi  intende procedere alla stesura di  un'opera di  vasto respiro si  dia buon tempo e,  al termine della fatica giornaliera, si conceda tutto ciò che non ne pregiudica la continuazione.

II. Parla di quanto hai già scritto, se vuoi, ma non farne lettura finché il lavoro è in corso. Ogni soddisfazione che in tal modo ti procurerai rallenterà il tuo ritmo. Seguendo questa regola, il desiderio crescente di comunicare diverrà alla fine uno stimolo al compimento.

III. Nelle condizioni di lavoro cerca di sottrarti alla mediocrità della vita quotidiana. Una mezza quiete accompagnata da rumori  banali  è degradante.  Invece l'accompagnamento di  uno studio pianistico o di  uno strepito di  voci  può rivelarsi  non meno significativo del  silenzio tangibile della notte. Se questo affina l'orecchio interiore, quello diventa il banco di prova di una dizione la cui pienezza soffoca in sé persino i rumori discordanti.

IV. Evita strumenti  di  lavoro qualsiasi.  Una pedante fedeltà a certi  tipi  di  carta,  a penne e inchiostri ti sarà utile. Non lusso, ma dovizia di codesti arnesi è indispensabile.

V. Non lasciarti  sfuggire alcun pensiero,  e tieni  il  tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri.

VI. Rendi  la tua penna sdegnosa verso l'ispirazione ed essa l'attirerà a sé con la forza del magnete. Quanto più lento sarai nel decidere di mettere per iscritto un'intuizione, tanto più matura essa ti si consegnerà. Il discorso conquista il pensiero, ma la scrittura lo domina.

VII. Non smettere mai  di  scrivere perché non ti  viene più in mente nulla.  E'  un imperativo dell'onore letterario interrompersi solo quando c'è da rispettare una scadenza (un pasto, un appuntamento) o quando l'opera è terminata.

VIII. Occupa una stasi dell'ispirazione con l'ordinata ricopiatura del già scritto. L'intuizione nesarà risvegliata.

IX. Nulla dies sine linea: sì, però qualche settimana.

X. Non considerare mai perfetta un'opera che non t'abbia tenuto una volta a tavolino dalla sera fino a giorno fatto.

XI. La conclusione dell'opera non scriverla nel solito ambiente di lavoro. Non ne troveresti il coraggio.

XII. Gradi  della composizione:  pensiero,  stile,  scrittura.  Il  senso della bella copia è che in questa fase l'attenzione va ormai soltanto alla calligrafia. Il pensiero uccide l'ispirazione, lo stile vincola il pensiero, la scrittura ripaga lo stile.

XIII. L'opera è la maschera mortuaria dell'idea.

Sucate, Tafazzi e compagnia bella

tutta la faccenda di #sucate ha fatto il giro dell'orbe terracqueo. E' una intuizione divertente molto efficace al punto che giornali radio e web ci si sono buttati a pesce.

Il fatto, arcinoto, ma lo riporto per dovere di cronaca, riguarda l'account twitter di Letizia Moratti. Orghl domanda lumi sulla moschea abusiva nel quartiere di Sucate in via Giandomenico Puppa. Nonostante appaia abbastanza evidente lo scherno, dall'account di Moratti arriva una risposta seria e compita. Le moschee verranno costruite sono in ottemperanza al PGT. Dopo la risposta il diluvio.

Lucah, l'inventore della vicenda è diventato un cult, uomo simbolo ed eroe per un giorno. Lo leggo da tempo in giro nei social network, è simpatico, un naturale creatore di tormentoni e trovo che abbia tra le altre, una qualità: non prende le cose troppo sul serio e tende a riderci sopra. Dopo averle approfondite però. Come a dire è uno zuzzurellone ma non un cialtrone. La distinzione è sottile ma non banale, trovo.

Credo che questo episodio evidenzi che la comunicazione su internet sia definitivamente sdoganata. Internet è uno strumento (media forse non è corretto) molto potente, e non è opportuno affidare la gestione di questa comunicazione a chi non è preparato a farlo. I mitici "stagisti" dei politici probabilmente è opportuno che vengano messi a fare altro, i per lo meno è opportuno che vengano monitorati.

Ma la considerazione che mi sembra più interessante è un'altra. In queste ore in cui #sucate diventa trend topic su twitter e si merita un tramissione su 140nn (bella iniziativa neonata che racconta il mondo anche a partire dai social network), succede una cosa poco comune per la sinistra in generale. Sebbene qua e là compaiano commenti tra il preoccupato ed il seccato per il rischio di "far perdere voti" con azioni di questo tipo, in generale chi segue questa vicenda si diverte.

I commenti, il sostegno, l'atmosfera sono sereni e divertiti. Solo pochi sono paludati, solo pochissimi parlano di autogoal. Come se l'atteggiamento conservativo (conservatore direi, e "da Tafazzi" è stato detto tante volte) tipico del PCI (e derivati) della CGIL e insomma della sinistra a cui siamo abituati fosse meno presente.

Come se insomma, per una volta, si vivesse questa vicenda con una leggerezza che mi pare non comune.

Come se questo risultato, effettivamente del tutto inaspettato, del candidato Pisapia proponesse un modo leggero, oserei dire allegro di affrontare la politica.

Un cambio di passo, che fa il paio con il sostanziale stallo dell'ultima derivazione del centro sinistra rappresentata dal PD (e la frana clamorosa del centro destra e del suo leader, ovviamente).

La scaramanzia impone il silenzio, va da sé, ma seguire questa campagna elettorale, oserei dire è quasi divertente. Come se, per una volta, la politica fosse una cosa che riguarda le persone, che continuano ad essere persone anche se fanno politica o ne parlano. Come se la politica potesse essere una cosa che tira fuori delle energie buone.

Bello così.

Cara trenitalia ti scrivo (di nuovo)

Qualche tempo fa ero molto arrabbiato perché non ruscivo, insieme a molti altri, a comprare i biglietti online.

Allora qualcuno dall'account twitter @lefrecce mi ha chiesto cosa era successo e se poteva aiutarmi. Beh io gli ho spiegato cosa era successo e mi è stato detto di riprovare. Va beh, mi sa che ci arrivavo anche io, ma insomma, almeno qualcuno si è preoccupato. (Che non basta mica, ma siccome è giorno di festa non ho voglia di farla lunga).

Adesso a quanto pare il sito lo avete aggiustato, che son tipo tre volte di fila che compro i biglietti senza problemi, e son fiducioso.

Ma ti scrivo ancora mica per quello.

Allora, ti scrivo perché quando faccio i biglietti ci son delle cose che non tornano.

Per esempio, possibile che se compro un treno per Bologna da Milano Rogoredo, dopo non mi lasci tornare a casa andando a Milano Centrale? Cioè possibile che andata e ritorno debba essere per la stessa stazione? (Considerando che comunque non mi fai lo sconto a te che ti cambia se parto da Rogoredo e torno da Centrale?). Ho il dubbio che non cambi nulla e che semplicemente il signore che ti fa il sito non ci ha pensato (che mica ci deve pensare il signore che ti fa il sito in realtà, ma insomma, non ci avete pensato e secondo me è un problema).

Secondo esempio: come mai mi proponi di comprare andata e ritorno solo dopo che ho comprato l'andata, e quando compro l'andata e ritorno (in giornata intendo) mi calcoli il costo dell'andata (che mi hai costretto a comprare) e il costo dell'andata e ritorno? E poi, soprattutto, perché mi impedisci di togliere dal carrello l'andata? Perché così, ovviamente, io non posso comprare l'andata e ritorno in giornata (che invece lo sconto ce lo avrebbe).

Insomma, secondo me ci sono degli ampi margini di miglioramento, ecco.

E poi penso, siccome ci sono un sacco di persone che scrivono sul web (e che un pochino di ste robe ne masticano) che usano il tuo sito, invece che fare la giornata sulle frecce, che va bene, per carità, perché non apri un bel posto dove chi usa il sito ti dice cosa sarebbe comodo, cosa manca e robe del genere? Quelli che comprano i biglietti son contenti, e tu ti trovi una costosa analisi sull'usabilità del tuo sito che esce aggratisse, secondo me ti conviene. Vedi un po'.

Cordialmente

Cara Trenitalia ti scrivo

Cara Trenitalia

sono un tuo cliente fedelissimo. Non posseggo l'auto, uso il treno per quasi tutti i miei spostamenti.

Ho fatto il pendolare per tanto tempo e difficilmente c'è una giornata in cui non usi il treno.

Quando hai inventato i Frecciarossa ero un po' dispiaciuto perché uno dei treni che usavo era un Eurostar che hai abolito, così come hai proprio abolito delle tratte.

Ci ho messo un po' a usare i Frecciarossa, e quando è successo, per un breve periodo ero contento di avere uno strumento che mi permettesse di calcolare effettivamente i tempi e le coincidenze. Solo all'inizio però.

Ma voglio scriverti perché da utente fedele e continuativo adesso sono proprio in difficoltà.

Il lunedì mattina, tutti i lunedì mattina, prendo un treno dal paesello che mi porta a Milano Rogoredo, e con un largo margine (tutto teorico purtroppo) prendo il Frecciarossa che mi porta a Bologna.

Da quando hai prolungato la tratta da Torino io guadagno un'ora secca, è molto bello, grazie.

Però, e in tutte le belle storie c'è un però, ultimamente, come ti dicevo sono in grossa difficoltà.

Sto al paesello, al paesello la stazione è piccola e abbandonata, che è un peccato, perché sarebbe un bello stabile, ma siccome non lo conduce nessuno sta andando a pezzi.

Una volta c'era una macchinetta per i biglietti, poi si è rotta e nessuno l'ha sostituita.

Una volta c'era il tabellone degli orari, poi lo hanno rotto e nessuno lo ha sostituito.

Una volta c'era una sala d'aspetto, poi hanno rotto le finestre, quindi adesso il riscaldamento che continua ad andare è del tutto inutile, in compenso la luce è sempre accesa, h 24 (comodo eh!).

Va ben, pazienza, anche se piove e fa freddo cercheremo di arrivare a ridosso dell'orario del treno, ti perdono.

Ma la faccenda dei biglietti è un problema.

Siccome sono abituato a comprare le cose usando internet, ho il mio account sul tuo sito, e per un lungo periodo tutto meraviglioso.

Ti chiedevo di comprare un biglietto e tu me lo vendevi, il tempo di mettere i dati della carta di credito e via, il mio bel biglietto già obliterato (che al paesello anche l'obliteratrice non c'è, per dire).

Ma ad un certo punto è finito tutto.

Ogni volta bisogna mettere in conto che la procedura si inceppa, le sessioni muoiono (solo dopo che si sono inseriti tutti i dati però).

Le tariffe ci sono ma non funzionano.

I biglietti non si possono comprare.

E allora mi tocca comprarmi in edicola i carnet dei biglietti, andare a cercare il tuo controllore e farmelo timbrare, oppure comprare il biglietto sul treno, ma non esiste la possibilità di comprare alcuna coincidenza, quindi siccome i tuoi treni locali non sono tanto puntuali, tocca prendere il treno prima per avere il tempo di fare il biglietto in una stazione con la biglietteria, che, come potrai comprendere è un po' antipatico.

Ma poi, cara Trenitalia, se come capita questa mattina, salgo su un treno regionale che ha mezz'ora di ritardo, il tuo controllore mi spiega che il vagone su cui sono seduto è di prima classe e mi devo spostare (che è uguale agli altri, solo che sulla porta c'è scritto 1). Arrivo con grande ritardo alla stazione di Rogoredo, mi scapicollo in biglietteria, che io con il treno vado a lavorare e delle volte anche un'ora di ritardo è un po' seccante.

E quando vado in biglietteria scopro che possono farmi solo il biglietto di tariffa intera, che rispetto a quello scontato è una bella percentuale in più.

Insomma, se succede che la sera cerco di fare il biglietto sul tuo sito e non me lo permetti, poi la mattina comincio in menata perché il treno è in ritardo e io non so se faccio in tempo ad arrivare in ufficio, se nonostante il ritardo riesco a fare il biglietto, e siccome la sera non me lo hai fatto fare mi fai spendere 32 euro in più, ecco, cara Trenitalia, un tantino mi incazzo.

Comunque ti sto scrivendo dal tuo treno, stiamo andando a circa 300 all'ora, peccato che questo scritto lo posterò quando arrivo in ufficio, perché il wi-fi che dici di mettere a disposizione dei tuoi clienti non funziona.

Ma sono certo che, visto che mi hai fatto pagare il biglietto intero, che questa sera al ritorno sarai puntuale, così invece che comprarmi come al solito il supplemento per l'intercity, mi farai prendere il regionale che mi porta fino al paesello. Altrimenti, come al solito, mi tocca cambiare e aspettare quasi un'ora il pullman, che è sostitutivo del tuo treno (che non c'è più perché mi sa che costava troppo).

Ci conto è!

Tuo affezionatissimo

PS

adesso sembra che il wi-fi funzioni, e provo a postare, vediamo un po'

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