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Alessandro Metz sulla visita fatta oggi al Carcere di Trieste

“Il Coroneo è malato, come tutte le altre realtà carcerarie italiane, di
alcune malattie che ormai sembrano endemiche e non risolvibili dall’attuale
governo nazionale” afferma il Consigliere Regionale dei Verdi Alessandro
Metz “il sovraffollamento e la tensione interna, che spesso vive di
esasperazioni e proteste, connotano sempre più i nostri Istituti di Pena
come delle vere e proprie “discariche sociali” in cui rinchiudere, quasi
esclusivamente, stranieri e persone con problemi di tossicodipendenza.”
“I detenuti del carcere Coroneo di Trieste, da due giorni sono in sciopero
della fame, rifiutando il vitto, e dalla notte scorsa hanno iniziato una
protesta che ha vissuto anche alcuni momenti di forte tensione” continua il
Consigliere Metz “per buona parte della notte, la popolazione detenuta ha
dato vita alla cosiddetta “battitura” delle sbarre, pratica che in questi
ultimi anni abbiamo visto ripetersi più volte nelle carceri italiane come
estremo tentativo di rendersi visibili all’esterno, ma anche con lanci all’
interno dei raggi di detenzione, di diverso materiale, rifiuti, acqua
saponata e suppellettili varie.”
“Mi sembra evidente l’estremo disagio e esasperazione che si sta vivendo
dentro il Coroneo, dato sicuramente dalla condizione di vivibilità a cui
sono costretti, vivere in otto all’interno di una cella pensata e costruita
per sole quattro persone, dove è impossibile stare contemporaneamente tutti
in piedi e quindi dover far i “turni” tra chi sta seduto, cucina e chi deve
rimanere disteso nelle brande” sempre Metz “è il segno evidente di un
fallimento delle attuali politiche sociali e di cittadinanza, ove invece
sempre più spesso si fa ricorso a politiche repressive e detentive nei
confronti delle cosiddette “marginalità” che espelliamo dalle nostre città.”
“Un carcere vissuto da piccole e grandi ingiustizie, scandite troppo spesso
da assenza di umanità e dignità, dove a volte è addirittura possibile che
un magistrato neghi a una madre anche quelle poche ore necessarie a visitare
il proprio figlio in coma all’ospedale, come accaduto a una detenuta
rinchiusa a Trieste” ancora l’esponente dei Verdi “ma questa, e molte altre
“normali” storie sentite oggi durante la visita effettuata, mi rafforzano
nel pensare che di carcere bisogna occuparsi e preoccuparsi, non può essere
un luogo assente nelle nostre città, dove relegare vite e negare diritti e
dignità.”
“Uno dei punti maggiormente sollecitati da parte delle persone detenute all’
interno del Coroneo, riguarda la sanità, le cure farmacologiche e le visite
mediche, soprattutto nei riguardi delle persone affette da patologie mediche
già acclarate ma non curate in maniera adeguata” sempre Metz “proprio per
questo motivo ho chiesto di poter parlare con il responsabile medico dell’
Istituto Penitenziario, in modo da poter aproffondire queste tematiche e
verificare le eventuali carenze e responsabilità. Purtroppo la dottoressa
non era presente all’interno della struttura, e nonostante abbia prolungato
la mia presenza all’interno del carcere per poterla incontrare, è stata
impossibilitata a raggiungerci per altri impegni.”
“Rientrerò nei prossimi giorni, sicuramente entro questa settimana, all’
interno del Coroneo” conclude Alessandro Metz “perché intendo sincerarmi,
incontrando il responsabile medico, del reale stato delle cure e della
prevenzione medica delle persone detenute, ma anche per dare un tangibile
segno di comprensione e solidarietà rispetto alle proteste portate avanti
dai detenuti, condividendo con loro quell’indignazione verso chi in questi
anni ha più volte giocato sulla loro pelle, creando delle inutili
aspettative su indulto, indultini o amnistie varie, sempre frustrate poi nei
fatti.”
Trieste, 19 luglio 2005
Alessandro Metz
Consigliere Regionale dei Verdi
Friuli Venezia Giulia

www.alessandrometz.it

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