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Alleanze mediatiche

ieri a Bergamo abbiamo presentato il libro di Luca de Biase "Economia della felicita'".

Ne e' uscita una chiacchierata profonda, interessante e coinvolgente.

Credo che l'aspetto piu' rilevante sia stato la definizione del momento di grande cambiamento che stiamo vivendo, e l'esigenza di ascoltare, leggere ed interpretare il cambio di paradigma.

L'immaginario della fabbrica rappresentava una concretezza di scenario, e l'aspetto strutturato dell'economia cosiddetta fordista, consentiva a ciascuno di stare dentro un ruolo definito, offrendo appigli, garantendo una narrazione da interpretare.

La mia generazione, la prima senza maestri, e quelle a seguire, questa narrazione naturale non ce l'hanno piu'.

Come ricordava Luca, per la prima volta i figli rischiano di stare meno bene dei loro padri, lo sviluppo indefinito si e' arrestato. Bisogna tematizzare. Bisogna ripensare la narrazione.

Economia della felicita' contribuisce ad aprire questo dibattito, ma la discussione e' ineludibile.

Bisogna che la societa' capisca di cosa stiamo parlando, e' necessario che rivediamo, tutti insieme,  in modo radicale, paradigmi e concetti rimasti appesi ad un passato passato dentro un futuro che non decolla. Dobbiamo capire come raccontarci il presente e come raccontare un futuro dentro cui vogliamo andare ad abitare.

Voglio contribuire a progettare un futuro dentro cui valga la pena di abitare, mi sembra un eccellente slogan, mi sembra una naturale pulsione. Mi sembra che ce lo meritiamo.

La politica a detta di tutti e' la grande assente, ed e' opportuno che la politica entri con forza (o venga tirata per i capelli, non so), in questo dibattito.

Ieri forse un piccolo passo e' stato fatto.

Mi associo a Luca "Contro il consumismo delle idee, per il pensiero consapevole"

Lavoriamo per un alleanza mediatica ;-)

Grazie a te Luca per la tua disponibilita'

bell'incontro ieri sera, ma dopo la discussione e le chiacchiere non ci siamo veramente presentati...quindi ho pensato di lasciareti qui un mio web-segno
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ciao e grazie
g.

L'elettromeccanica è centralizzatrice e sincronizzata: tutti al cinema (o in fabbrica) alla stessa ora. L'elettronica è decentralizzatrice e asincrona: ognuno guarda e legge quel che gli pare all'ora che gli pare... come molte nuove attività di lavoro.

Il futuro del lavoro e', in gran parte, dei freelance. Nel bene e nel male.

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