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degli alieni nelle stazioni

A chi capita di frequentare le stazioni e' noto che spesso si trovano figure particolari.
In qualche caso sono persone che eleggono la stazione come loro luogo di dimora, oppure semplicemente un posto dove passare la giornata insieme ad altri compagni di ventura. Ci sono luoghi di ritrovo, piu' o meno improvvisati che vengono apparecchiati (letteralmente) per avere un po' di confort.
Io trovo ci siano persone straordinariamente affascinanti, che difficilmente passano inosservate. Se poi succede di incrociare tutte le volte che si passa in un punto ad un ora precisa la stessa persona, allora monta la curiosita' e lo sfizio di raccontare una storia.
Se prendo il treno delle 17.30 dalla stazione Centrale, vuole dire che sono di corsa, devo tornare a casa presto perche' Valentina ha un impegno, e di solito scappo dall'ufficio all'ultimo momento.
Esco dal tornello e di buon passo raggiungo la stazione (in regione Formigoni ha messo i tornelli prima di Brunetta, anche per quelli, come me, che non timbrano).
Entro dal lato sinistro, uso la scala mobile e sbuco all'altezza dei primi binari. A quell'ora il traffico e' notevole, ci sono gia' un sacco di pendolari, e per arrivare al binario 22 devo fare lo slalom tra persone e trolley,con in sottofondo la voce metallica dell'altoparlante che, monotona, annuncia arrivi e partenze, senza soluzione di continuita'.
Il patchwork di rumori,voci, facce e colori e' quasi solido.
Adulti, bambini, anzani, manager e perdigiorno corrono di qua e di la, c'e' chi parte, c'e' chi aspetta.
Nel bel mezzo di questo bazar, tutte le volte compare questa figuretta. Si porta dietro un aura solida, densa; cammina come dentro una bolla, del tutto estranea a quanto la circonda,lentamente, spingendo il carrello, con sopra un borsa, sempre quella.
Ha un eta' indefinibile,e anche sul sesso ho qualche dubbio. E'giovane, con il corpo esile; sulla testa spuntano dei grumi di capelli, una declinazione solida dei dred locks. Lo sguardo e' distante, sembra assorto.Porta abiti pesanti, ma non troppo. Anche la orsa sul carrello e' piena, ma non troppo. Riesce a non guardare mai nessuno e fa il vuoto intorno a se'.
Attraversa la stazione tutti i giorni alla stessa ora, fende la folla. Un alieno nella ressa dei pendolari.

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