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degli impolitici

SINISTRE/ CANNAVO': NON ADREMO AGLI STATI GENERALI

L'8 e 9 dicembre Prima Conferenza nazionale di Sinistra Critica

Roma, 29 nov. (Apcom) - "Dopo la Caporetto sul Welfare, che segue le già tante sconfitte maturate sulla guerra, l'ambiente, la politica fiscale ed economica, i diritti civili, la 'Cosa Rossa' si appresta a lanciare il proprio progetto con gli Stati Generali della Sinistra che si terranno a Roma l'8 e 9 dicembre. Noi non parteciperemo a questa assemblea ma, come deciso da diverso tempo, terremo, sempre a Roma (Auditorium di via Rieti) la Prima Conferenza nazionale di Sinistra Critica". Lo annuncia il deputato Salvatore Cannavò.

"Sarà l'appuntamento conclusivo di un ciclo di conferenze locali che ha già visto oltre 70 assemblee che hanno eletto circa 220 delegati nazionali - spiega l'esponente di Sinistra critica -. Tra gli invitati ci saranno Giorgio Cremaschi, della Fiom-Cgil, Luca Casarini (Centri sociali Nordest), Piero Bernocchi (portavoce Cobas), Fabrizio Tommaselli (coordinatore del Sdl), Angelita Castellano della Mela di Eva, tra le promotrici della manifestazione di donne del 24 novembre. Dalla Francia, ci sarà anche Olivier Besancenot, portavoce della Lcr e tra i leader della protesta contro Sarkozy".

"Obiettivo della Conferenza - conclude Cannavò -, lanciare una fase costituente per una Sinistra alternativa, a sinistra della 'Cosa Rossa' incentrata sulla costruzione dei movimenti di lotta, a partire dal No alla guerra e alla precarietà, e indisponibile ad alleanze con il Partito Democratico".

Che la "cosa rossa" sia un progetto un po' delicato e' sotto gli occhi di tutti.
Che il PD abbia accelerato dei processi in modo del tutto arbitrario, fittizio ed improprio e' un altro fatto. Ci si chiedeva giust'appunto quando il PD abbia intenzione di fare qualcosa oltre che eleggere complessi sitemi dirigenti con il bilancino.
Ma questa sinistra della "cosa rossa" mi sembra francamente dolorosa e poco utile.
La politica non sta fornendo una bella prova. Stiamo assistendo all'apoteosi della non rappresentanza, ripiegati su se stessi alcuni dirigenti nazionali si stanno spartendo spicchi di potere e questo e' l'ennesimo esempio di posozionamento a beneficio dei giornali senza alcuna prospettiva per lo sviluppo del paese.

Tra l'altro la lotta alla precarieta' rappresenta a mio modo di vedere un tremendo falso storico. La flessibilita' e' il dato naturale del mercato moderno. Costruire un meccanismo che consenta di poter sostenere la carenza di lavoro e di implementare le competenze e le capacita' di interpretare il mercato del lavoro che cambia e' una prosepttiva, il resto sono chiacchiere.
Invece tutti qui a fare gli operaisti e a chiedere il posto fisso come se questo fosse possibile. Non e' possibile! Il problema e' un altro e sarebbe il caso di piantarla di arringare alle folle con gli slogan e ingegnarsi per trovare delle soluzioni.
Mi piacerebbe che la politica cominciasse a parlare alle persone invece che ai giornali. Mi piacerebbe che le persone chiedessero alla politica invece che lamentarsi e andare in piazza a gridare cose giuste.
Diciamo cosi', la politica in Italia fa un po' schifo (salvo alcune lodevoli eccezioni si intende) ma, tutto sommato alla gente (mica tutta eh) va bene cosi'. E allora avanti con il grande progetto di democratizzazione globale, la casa del popolo delle liberta' (un condominio?) le cose colorate, il partito democraticamente inteso dalla gestazione infinita e dal fiato cortissimo. Intanto, fortunatamente, piu' o meno si mangia tutti, le finanziarie qualche prestituccio lo fanno sempre, in comode rate. E comunque, fra un po' e' Natale e tanti saluti.
Lo so, questo post non e' per niente politically correct, amen.

[tags]cosa+rossa, impolitici, sfogo, politica, rappresentanza[/tags]

@monetalbum

Beh, non c'e' che dire non mancano le parole di speranza :-)
A parte le battute e la satira, vedo che dopo Luttazzi la coprofilia impazza, mi domando:" e quindi?"
abbiamo alcune opzioni: bruciare la casta dei politici su un rogo, stile Giordano Bruno, con evidente sciupio di costosissimo petrolio e danni irreparabili all'ambiente.
Una bomba intelligente sui palazzi della politica (ma Roma rischierebbe di essere rasa quasi al suolo).
Oppure ci rimbocchiamo le maniche. Non me la sono mai sentita di buttare via il bambino con l'acqua sporca (anche se l'acqua e' molto sporca, diciamo pure putrida, io il bambino comunque non lo butto).
Io credo che ci sia la possibilita' di contribuire ad un processo di rinnovamento che passa attraverso il dialogo e la progettazione dal basso, che tende a ridurre il potere dei maiali.
Non tutti sono maiali, e non mi viene in mente un sistema migliore della democrazia. I tempi sono lunghi ed e' necessario contrattare molto, ma sinceramente, per quello che mi riguarda, non vedo alternative.
Preferisco la democrazia, zoppicante e complicata alla rivoluzione, preferisco la democrazia, zoppicante e complicata allo stato etico.
Se poi, per partito preso, si crede che chi trova del buono nel confronto tra la politica e i cittadini attivi e' in malafede ed e' brutto e cattivo... mi domando chi abbia due dita di prosciutto sugli occhi...

ho letto il post e sulla frase:
[quote]
"Diciamo cosi’, la politica in Italia fa un po’ schifo.. [/quote]
mi viene da dire che come eufemismo non è male.
Sinceramente penso a due ipotesi:
- hai fette di prosciutto crudo alte tre dita sopra gli occhi;
- hai fette di prosciutto cotto altre tre dita sopra gli occhi;

La politica italiana è una autentica merda stratificata. Uno spesso strato di luridume partitico gossipparo, tempisticamente inconcludente, farcito da colossali lungaggini burocratiche, da stratosferici interessi personali abbinati a conflitti di interesse tra pubblico e privato sparsi ovunque, e da fognari modi di pensare al privato anche quando si pensa di favorire l'interesse pubblico, da un sistema giudiziario vecchio e corrotto, e da modalità di rapportarsi al pubblico che alla peggio rasenta la leccata di deretano.
La merda in confronto è aria di montagna!

V&V

Caro Marco,

forse non ti ha risposto perchè non l'ha capita... come me... :-D

Quando scrivi "convincere a superare un diffuso muro di diffidenza, per ricominciare ad “usare” i nostri rappresentanti come sarebbe giusto" sembra quasi che sia una tua ambizione e/o aspirazione. Un fatto positivo che vuoi produrre... Ma nel periodo precedente scrivi "la partecipazione alla vita politica debba passare *comunque* da questi partiti e apparati politici" che lascia pensare a due ipotesi: nella prima tu non credi alla forma partito di rappresentanza degli interessi, nella seconda che vorresti "semplicemente" azzerarne gli apparati dirigenti.

Se è buona la prima interpretazione debbo dirti che l'ho già sentita molte volte: da noi verdi, dalla Lega, da Di Pietro, un domani da Grillo... Tutti sono diventati partiti, cioè quella forma democratica di selezione dei gruppi dirigenti che può e deve essere modernizzata, migliorata, aperta e alleggerita... ma superata non ho mai visto nessuno riuscire a farlo. Anzi, quanto più uno si definiva "movimento", tanto più era leninista nelle decisioni.

Se è la seconda interpretazione quella autentica del tuo pensiero (l'azzeramento e/o ricambio totale dei gruppi dirigenti), si può fare, ma serve una nuova grande stagione di partecipazione per avviarla. Altrimenti ci teniamo la generazione del '68 fino al 2048.... :-D
Ovviamente, chi la invoca, dovrebbe essere il primo a cominciare!

Ciao

Marcello

mmm... secondo me hai scritto pensando a una vecchia discussioni che facemmo tempo addietro e non a quello che ho scritto qui, in particolare:
" convincere a superare un diffuso muro di diffidenza, per ricominciare ad “usare” i nostri rappresentanti come sarebbe giusto, è molto difficile e agire su leve di tipo ideologico ormai non ha più mordente, secondo me "
è il passaggio su cui più mi piaceva capire cosa pensi...

il muro di diffidenza purtroppo c'è, come fai a raccogliere un "consenso consapevole" laddove trovai in gran parte persone che sbuffano e non credono?
non credi che trasformazioni di linguaggio, presenzialismo e maquillage dei simboli, siano ormai segno di pregiudizio duro da disincrostare?
qual è la tua chiave?

l'ideologia c'entra pochissimo.
Il problema e' che senza "questa" politica non credo che andremo molto lontano, salvo il fatto che qualcuno invochi la rivoluzione, allora e' diverso, ma io non ero rivoluzionario nemmeno da ragazzo.
Mettiamola cosi': o facciamo la rivoluzione o riprendiamo in mano la rappresentanza di questo paese. Oppure niente, ci lamentiamo e andiamo in piazza a gridare cose giuste. Rimango della mia opinione, in questo momento la politica che senti lontana ha un sacco bisogno di gente intelligente che occupi le sedi dei partiti per pretendere che le pastette finiscano e l'unico sistema e' metterci le mani e rimestare un po'.
All'inizio puzza ma secondo me ci si cava del buono.

" Mi piacerebbe che la politica cominciasse a parlare alle persone invece che ai giornali. Mi piacerebbe che le persone chiedessero alla politica invece che lamentarsi e andare in piazza a gridare cose giuste."

in un mondo teorico, o forse in un altro paese, si potrebbe sottoscrivere questa frase a occhi chiusi, senza pensarci

ma in questo paese, dove gossip e politica passano in un unico flusso di informazione superficiale, "la politica" e i suoi rappresentanti hanno perso quella credibilità tale per cui venga spontaneo "chiedere alla politica", cosi' come tu (giustamente) invochi

quello che percepisco e che non mi piace del tuo discorso, è che la partecipazione alla vita politica debba passare *comunque* da questi partiti e apparati politici

convincere a superare un diffuso muro di diffidenza, per ricominciare ad "usare" i nostri rappresentanti come sarebbe giusto, è molto difficile e agire su leve di tipo ideologico ormai non ha più mordente, secondo me

cosa ne pensi?

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