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dei libri usati e dei posti magici

Appena riesco a passare da Pavia con un po' di agio mi piace andare a trovare due amici che hanno una libreria, "il Parnaso", persa in una delle vie romane del centro storico, solo una vetrina.
E' un posto che mi piace un sacco. E' un accozzaglia di stanze piene piene di libri, con un illuminazione un po' fredda, ma con un atmosfera del tutto surreale.
Ci si trova veramente di tutto, dagli atti del PCUS pubblicati dagli editori riuniti, alla vecchia PBE, libri d'arte, fumetti e edizioni, economiche e non, di tutti i tempi. Non è un posto fine, è un posto magico.
Un posto dove bisogna starci un po', lasciarsi prendere dalla serenità e spulciare, con calma.
Spesso capita di trovarci sempre le stesse cose, poi, improvvisamente arrivano un sacco di libri mai visti prima, cose di pregio oppure no, ma insomma, un tempio alla letteratura di tutti i tempi.
All'ultima gita ci ho trovato questo: autore sconosciuto, copertina del tutto sopra le righe, poche pagine...
Insomma, non si poteva lasciarlo li e quindi l'ho messo nella pila dei libri da contrattare.
Eh si perchè l'altro aspetto divertente è la contrattazione con Tonino o Massimiliano, visto che è difficile che esca di li con meno di 10, 15 libri.
Dopo la passeggiata fino alla stazione, salito sul treno l'ho aperto e ho cominciato a leggerlo.
Mi sono divertito, mi sono siceramente divertito.
L'autore e' circa mio coetaneo, e racconta la mia storia, la storia di tutti quelli tra la fine degli anni '80 e gli anni '90 si son trovati a doversi inventare qualcosa per campare, intanto che cominciava il mercato selvaggio del lavoro senza che nessuno se ne accorgesse (eravamo i primi, il problema non era ancora così diffuso). E nel frattempo l'università comincava a diventare l'obiettivo da raggiungere, ben sapendo che la laurea sarebbe servita a poco.
Ci ho letto l'era del passaggio, il passaggio dalla piena occupazione all'era post-fordista del lavoro "unpocomecapita", il tutto condito con ironia sana, e non sopra le righe, senza lamentationes.
L'autore si chiama Ervin de Greef, classe 1968 e palermitano.
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