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della fame

ho letto questo libro, racconta di uno che per vivere scriveva.
Poi ad un certo punto ha cominciato ad avere problemi: lo sfratto dalla sua stanza, mancanza di ispirazione, freddo e fame.
Soprattutto fame. Il protagonista declina la sua fame in tutte le maniere possibili, sempre con grande leggerezza e forza d'animo, senza piangersi addosso, sempre pronto a rilanciare, ma tanta, tanta fame.
(il titolo da questo punto di vista e' molto esaustivo).
Durante questa sorta di discesa agli inferi il protagonista scrive, e a volte scrive cose straordinarie e viene pagato bene, il nostro non cede mai, mantiene un aplomb invidiabile, e' un signore.
Quando viene pagato paga i debiti e mangia, e ogni tanto, quando mangia, sta pure male... una vita di sacrifici.
Il nostro eroe, che non si fa mancare niente, si innamora, di un amore impossibile, che nato cosi' dal nulla finisce nel nulla, sebbene la sua amata sara' un deus ex machina per l'ultimo atto del dramma.
Il protagonista e' povero, affamato, con la stessa camicia da mesi e con le scarpe scalcagnate. Ma tiene alla sua immagine, e spesso inumidisce le ginocchia dei calzoni neri, in modo che sembrino meno lucide e consumate.
Il nostro e' contegnoso, e addirittura altezzoso, scrive, fiero, non molla. Ma la fame lo fiacca e lui soffre.

Adesso non scrive piu', fa il mozzo su una nave che sta andando in Inghilterra. Chissa' se qualcuno gli ha regalato un paio di scarpe, chissa' se qualcuno gli sta dando da mangiare.
Intendiamoci, e' un personaggio di fantasia, vissuta in sScandinavia alla fine del XIX secolo, ma io mi sono affezionato.
Ci si affeziona ai difetti, fa sentire meglio vedere i difetti degli altri, ci si sente meno soli e meno vulnerabili.
Spesso questo comporta che l'umanita' tende al ribasso, ma questa e' un'altra storia.

Ma dopo, di nave per l'Inghilterra ne passa un'altra? Ma si, con un po' di pazienza si sistemera' tutto.

@ Gianni, ma quante ne sai?? LOL

Se era imbarcato su una nave a vela, in genere i marinai non indossavano scarpe. In compenso mangiavano bene, perché la carne avariata è ricca di proteine (i vermi). Inoltre in mare si respira aria buona, quindi probabilmente il periodo di imbarco è stato il più felice della sua vita. :-)

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