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della guerra

Di Mario Rigoni Stern non avevo letto nulla. Peraltro il testo che ho letto io non è quello dell'immagine ma un vecchio mondadori, credo fuori catalogo.
Rigoni è uno di quegli autori "da leggere", quest'estate, dopo la sua scomparsa, le librerie so sono riempite di ristampe dei suoi titoli, ma chissà com'è non era il momento.
Tendo ad essere lascivo nelle mie scelte letterarie, e continuavo a rimandare.
"Il sergente nella neve" l'ho trovato su una bancarella, , l'ho comprato, e l'ho lasciato li ancora un po' (stavolta poco però)
Me lo sono letto lo scorso week-end.
Rigono non scrive bene, scrive dritto.
Scrive Fame (soprattutto), Sonno, Fatica e Paura.
Scrive MAMMA (tuttomaiuscolo come lo dicevano solo i soldati in guerra, che io non ho nemmeno idea di cosa voglia dire, ma a leggerlo è commovente)
Non scrive Amore, ma Compassione si.
La storia della campagna di Russia è terribile, una storia stupida, come tutte le storie di guerra. Rigoni racconta la sua storia nella campagna di Russia, lui è riuscito a tornare a casa.
Rigon scrive Puzza, scrive Piedi Gonfi, e soprattutto scrive voglio tornare a casa, farmi il bagno e dormire.
Racconta questa storia terribile in modo quasi lieve, come se ce la si potesse fare, come se dormire al freddo, mangiare quello che si trova per strada, da un barattolo, senza togliersi nemmeno il guanto si possa sopportare.
Io non so se sia sopportabile, lui l'ha sopportato.
So che mi piacerebbe che i miei figli questa storia la leggessero, se lo meritano.
Si meritano di sapere che non c'e' la guerra giusta, anche se la politica, qualche volta, cerca di spiegarci il contrario.

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