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della letteratura italiana (tascabile)

Immagine di Storia tascabile della letteratura italiana

Una storia tascabile della letteratura italiana è un impresa; se a scriverla è Prezzolini: è un'impresa degna di nota.
Se la storia tascabile della letteratura di Prezzolini si palesa sotto un mucchio di altri tomi in una libreria dell'usato è un'istigazione.
Ho ceduto
124 pagine, con una corposa introduzione che ci invita a pascerci di un banchetto, senza farci troppi problemi, un invito alla crapula intellettuale. Sono d'accordo, mi convince.
La letteratura non è un bene scarso, Prezzolini lo sa bene, e ci invita ad usarlo e a goderne. E' un buon consiglio; e lui la letteratura italiana ce la racconta esattamente come quegli abili ristoratori che sono in grado di fare venire l'acquolina in bocca solo recitando il menu del loro ristorante.
Questa storia della letteratura è, ovviamente, una ricostruzione parziale, in qualche punto lacunosa e di certo non esaustiva.
Ha il dono però di essere smaccatamente partigiana e deliziosa per questo.
E' sagace, spietata e divertente. Liquida come "illeggibile" Savonarola e dice che Jacopone da Todi "scrive... potente, a grumi, a manciate di parole", tanto per citare un paio di passaggi che mi hanno colpito.
Come ci fa notare Beppe Benvenuto nella postfazione, si dimentica di Sciascia, ma ovviamente, nessuno è perfetto.
124 pagine di grande libro, di grande passione. Ci vogliono grande passione e generosità per togliere, asciugare, ridurre all'essenziale un mondo rilevante come la nostra letteratura nazionale.
Copio due passaggi che da soli valgono la lettura del libro
"Leggete quello che vi piace, ma provate anche quello che non vi piace, perché se non lo conoscete, non potrete mai sapere se non vi piacerebbe e nutrirebbe..."

"Siate aperti a tutti e chiusi a nessuno, ma sappiate che non c’è spazio per tutti, e tutto quello che perdete può essere perduto, e senza recupero, Però rassegnatevi a perder qualche cosa, e siate lieti che in compenso avrete delle sorprese. Una cultura letteraria è fatta tanto di vuoti, che di pieni."

Edizioni Sellerio

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