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della teoria della "finestra rotta"

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Recentemente l'Economist ha pubblicato un articolo che conferma la validità della teoria della finestra rotta: qualsiasi segno di degrado o di mancato rispetto delle regole sociali – come, appunto, una finestra rotta – scatena una diffusa disobbedienza alle norme.

"Alcuni ricercatori hanno scoperto che in condizioni di degrado il numero delle persone disposte a rubare raddoppia", scrive l'Economist. "In uno dei test effettuati, una busta con una banconota da cinque euro era stata infilata in una cassetta delle lettere. La banconota era chiaramente visibile attraverso la plastica trasparente che serve a mostrare l'indirizzo. In condizioni normali solo il 13 per cento dei passanti prendeva la busta, ma se la cassetta delle lettere era coperta da graffiti la percentuale saliva al 27 per cento. Anche nel caso in cui la cassetta era pulita ma in giro c'erano cartacce, bucce d'arancia, mozziconi di sigaretta e lattine vuote, la percentuale di chi rubava la busta era del 25 per cento".

Un articolo pubblicato dall'Atlantic nel 1982 affermava: "In ogni comunità, disordine e crimini sono strettamente collegati. Gli psicologi e i poliziotti ritengono che se in un palazzo c'è una finestra rotta e nessuno la ripara, ben presto anche le altre finestre faranno la stessa fine. Questo vale sia per i quartieri residenziali sia per quelli più popolari: non esistono posti in cui amano le finestre e altri in cui le odiano. Una finestra rotta è un segnale di disinteresse e romperne un'altra non costa nullla.

Se si ingegnerizza questa teoria applicandola alla politica (la politica italiana) forse risultano meno astronomiche alcune delle vicende di cronaca degli ultimi tempi. Diciamo che al momento e' rotta la classe politica italiana, e come una valanga, tutto il resto, viene da se'...

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@cometa io la vedo anche piu' nera, se possibile.
semplicemente ho l'impressione che il core business di certa politica non sia governare ma esserci, con tutte le storture che ne derivano.
un meccanismo che si e' incriccato: i cittadini credono di votare per delle persone che fanno i loro interesse (piu' o meno). la classe dirigente invece ha altri obiettivi. in tutto questo molti media hanno un ruolo fondamentale. Ma anche questa e' una storia lunga, ne parleremo :-)

Caro Lele, grazie della citazione, soprattutto perché attraverso di essa ho potuto conoscere il tuo blog. Ora comincerò a scorrerlo, ma mi attizza molto! chiusa parentesi OT.
Non conoscevo questa teoria, ma mi pare profondamente vera. Di più: mi pare che se la "finestra rotta" sta nel palazzo di Governo (o, se vuoi, nel negozio di finestre), la sua forza attrattiva diventa ancora più potente. Mi rendo conto che la sparo piuttosto grossa, ma mi pare ad esempio di notare una non casuale concomitanza tra l'espropriazione del corpo predicata da vescovi e cardinali, ribadita nei consueti toni eccessivi da alcuni personaggi della coalizione che ci governa, e l'intensificarsi di stupri di donne e violenze varie contro uomini (in questo caso, si predilige il potere purificatorio del fuoco).
Mi pare manchi totalmente il senso di responsabilità da parte della classe politica di chiedersi quale effetto "finestra rotta" può causare ciascun atto, dichiarazione, battaglia di potere. Totalmente, perché, nel suo piccolo, non trovo neppure a sinistra questo senso di autodisciplina.
Ciao, cometa

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