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della Trilogia di New York 1 (Le citta' i vetro)

Cercavo una visione della metropoli, ho trovato molto altro.
Tre storie, un po' gialli, un po' romanzo psicologico.
Sono storie che fanno cadere il lettore in un baratro di nulla, una camera stagna di sofferenza, un labirinto dove si perde il senso.
L'io diviso viene raccontato nei minimi particolari, sofferenza e limite non esplodono mai, rimangono in un limbo di non finito, un mar dei Sargassi dove si e' condannati a perdersi senza redenzione.
Sono storie estreme che raccontano la linea sottilissima tra la vita "normale" e l'altra vita, quella fuori dagli schemi, schemi che ci appaiono cosi' compressi da poter saltare senza apparente motivo.
Auster ci racconta la ferinita', la limitatezza dell'uomo contemporaneo, attaccato ad un filo, sottile, della socialita', in costante rischio di espulsione, dal consorzio umano.
La trilogia di NY si compone di tre romanzi brevi, apparentemente slegati tra di loro. Le tre storie ci raccontano persone comuni che scivolano, letteralmente, al di fuori di una bolla, indistinta, vuota e trasparente, un cosmo dentro cui e' difficile stare, e pressoche' impossibile tornare, il consorzio umano.

Uno scrittore soto pseudonimo viene contattato per un caso da investigatore privato. E' un errore di persona, ma l'insistenza di questa confusione e' tale che il protagonista decide di partecipare alla rappresentazione. Quinn (di cui Auster ci dice molto poco) vive scrivendo romanzi gialli sotto psudonimo, e decide di portare alle estreme conseguenze questa sua scelta di vita, impersona il detective che gli chiedono di essere, diventa Auster. (nella finzione letteraria il nome dell'investigatore privato e', appunto Auster).
Viene chiamato per occuparsi di un caso torbido: un giovane, con evidenti difficolta' psico fisiche, racconta della sua infanzia reclusa a causa di esperimenti che il padre psicologo condusse su di lui.
L'esperimento nella negazione di qualsiasi forma di socialita'. Il bimbo, fu condannato alla totale reclusione per anni, senza alcun contatto con il mondo esterno. L'incubo ebbe fine, il padre venne arrestato, il ragazzo fu avviato ad un percorso riabilitativo.
Una storia orrenda, durissima.
Il padre pero' viene liberato, e' necessario vegliare sulla sua vittima, Auster (Quinn) viene assoldato per questo.
Quinn incontra lo psicologo, lo segue, ci parla, relaziona sull'accaduto. Fin qui un racconto gradevole, ben scritto, ottima trama ed intreccio convincente. Ma la storia si impenna, comincia a vorticare, come nella visione di un ubriaco, con eventi che improvvisamente rallentano, si perdono.
Quin perde il suo obiettivo, perde di vista l'ex galeotto, perde anche il suo cliente, non riesce piu' a contattarlo, e si perde a sua volta.
Perde il senso di se, votandosi completamente alla sua missione. Dimentico del suo essere originario si rinchiude ed attende, lasciando scorrere il tempo e gli eventi. Toglie ogni cosa, a partire dalla sua identita' originaria, arriva addirittura a ridurre il cibo e i bisogni fisiologici primari.
Si rinchiude, nel vincolo, di fronte all'alloggio dello psicologo, lo elegge a sua dimora, sperimentando una ricerca di invisibilita' assoluta.
Poche pagine di sensazioni dense sorvolano su alcuni mesi, fino al termine del denaro di cui Quinn dispone. Al termine del danaro Quinn deve affacciarsi fuori dal vicolo.
E fuori dal vicolo si assiste alla trasfigurazione avvenuta. Uno scrittore un po' misantropo si trasfigura in un uomo che non ha nulla e, soprattutto, non e' nulla. Totalmente derubriato, senza contatti, senza luogo. Solo.
Tornera' sui suoi passi e non si ritrovera'. Cerchera' di ritrovarsi nella sua ultima identita' ma finira' solo e nudo in una stanza vuota, senza mobili.
Senza speranza, senza redenzione

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@nuvoleonline grazie per ls dritta, non manchero' ;-)

Olà Lele,
ti segnalo che questo libro ha una bellissima versione a fumetti, "Città di Vetro" (ovviamente) disegnata da David Mazzuchelli. Lo trovi in edizione Coconino Press e fu tra i "graphic novel" di Repubblica un paio di anni fa. So che non leggi fumetti, ma dato che ti piace Auster ti assicuro che ci troveresti qualcosa di interessante...
baci!
c.

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