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delle parole 2 (i simboli)

Credo che in ciascuno di noi sia fortissima la richiesta di simboli. Senza simboli vengono meno molti aspetti ancestrali, senza qualche forma di spiritualita' l'uomo e' troppo solo e vuoto di fronte alla sofferenza e al dolore. I simboli sono importanti ed e' necessario coltivarli.
Max Weber, raccontando l'Etica protestante e lo spirito del capitalismo, chiari' come l'etica e la pervicacia della dottrina di Lutero (in tutte le sue declinazioni) fosse estremamente funzionale alla crescita del sistema capitalistico. Il racconto di Weber e' tanto piu' utile, quanto mette in strettissima correlazione il dettame religioso e la capacita' produttiva. L'etica protestante e' funzionale all'arricchimento; il serio lavoratore trae alimento dalla parola sacra nella sua crescita professionale, economica e finanziaria; trova un senso ed un fine grazie alla religione.
Questo indissolubile legame ha fatto crescere generazioni di persone, ha costruito classi sociali, ha cambiato il mondo.
Analoga questione si puo' leggere nella mistica marxiana del lavoro, e in tutte le interpretazioni "di classe" che si sono costruite negli anni.
Una mistica "laica" consente alle persone di condividere un progetto, una condizione "proletaria" una appartenenza, appunto ad una classe, una prospettiva.
Il comunismo, come una sorta di chiesa, raccontava di un paradiso, di una vita eterna, e, dotato di un significativo apparato simbolico, offriva cibo all'insaziabile appetito degli uomini.
La stessa fabbrica e' una chiesa, e la catena di montaggio la sua, dolorosa, liturgia.
Sia nel caso dell'etica protestante, che nella dotrina marxiana, gli uomini hanno le parole per raccontare la propria condizione, per raccontar-si il senso della propria vita.

La domanda e' quale sia l'orizzonte di riferimento per i contemporanei, dove i contemporanei possono riconoscersi. In quale racconto inserirsi, quale parte inscenare.
Forse e' qui che la commedia umana si trasforma in tragedia, o in torbido balletto di insicurezze presunte o semplicemente male indirizzate.

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[...] Lele Rozza, nel suo blog pubblica un post: delle parole 2 (i simboli), che si chiude con una domanda interessante dopo aver esaminato il rapporto dell’uomo con parole [...]

Trovo che Max Weber sia andato per fratte, uscendo dai limiti delle sue competenze. Senz'altro l'etica protestante è più individualista (non c'è assoluzione dei peccati, ha un ruolo centrale la responsabilità personale, come nel buddismo), ma anche più liberale e tollerante di quella cattolica, almeno in Europa, ed anche questo è stato un potente impulso al libero sviluppo dell'imprenditoria capitalista.
Ti consiglierei un breve testo di Gianni Genre sui luoghi comuni a proposito dell'etica protestante, qui:
http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index_commenti.php?id=790

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