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delle pietre

Era un sacco di anni fa.

Stavo tornando da un viaggio in Francia, con i soldi presi facendo lo scrutatore mi ero assicurato una settimana di autostop e un po' di treno.

Stavo tornando con la soddisfazione di quelli che hanno vissuto un po'.

Scendere da un treno francese e salire su un vecchio treno italiano che fa servizio transfrontaliero e' sempre un piccolo trauma, ma tant'e', e lemme lemme rientravo alla volta di casa. Che casa poi, visto che ero costantemente ospite a casa di qualcuno, ma anche li, tanto fa.

Dopo Modane, una dogana che ai tempi sembrava ferma alla seconda guerra mondiale, arriviamo a Bardonecchia.

Il treno ferma, persone salgono, persone scendono.

Negli anni ho usato tantissimo il treno, e' uno straordinario mezzo di spostamento, consente un sacco di cose, ma soprattutto permette di passare del tempo con le persone e del tempo nelle stazioni.

Con le persone succedono cose strane, a volte basta uno sguardo, un sorriso, forse la contiguita' forzata, non so, ma l'empatia puo' crearsi al primo sguardo, cosi come l'odio ed il disprezzo piu' profondo. Alchimie dei viaggiatori.

Sale a Bardonecchia. Il nome non me lo ricordo, andava a Torino a trovare la fidanzata, era nato in Sicilia e stava spaccando pietre a Bardonecchia.

Si proprio, spaccava le pietre. Perche' a Bardonecchia la produzione di pietre e' fiorente, servono per fare quei bei tetti caratteristici che si trovano in Piemonte e in val d'Aosta, e in generale nelle localita' montane, i tetti di beole. Belle le beole, piatte, grigie cosi' diverse una dall'altra, eppure simili, grazie a qualcuno che le spacca una per una e poi le carica per portarle a vendere.

Poteva avere 17 anni, spaccava le pietre e andava dalla fidanzata a Torino, nato sotto il sole di Sicilia, spaccava le pietre nell'inverno piemontese, un bel salto davvero.

Io facevo lo studente lavoratore lombardo, lui era analfabeta, giovanissimo, siciliano e spaccava le pietre.

In quel momento le mie chiarezze sul mondo, sulla societa' e su di me hanno vacillato, tanto.

Seduti uno di fronte all'altro abbiamo cominciato a chiacchierare, e mi ha raccontato, e non c'era niente di strano, avevo fatto anche io l'operaio

Pero' lui doveva andare dalla sua fidanzata e le mani non tornavano piu' pulite, sebbene le avesse lavate tanto.

Non so perche' mi ritorna in mente questa storia dopo piu' di 15 anni, ma siccome mi ronzava in testa, tanto valeva raccontarla.

che ricordo delicato e toccante ... mi hai commosso

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