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delle presentazioni ZEN

Immagine di Presentation Zen

Garr Reynolds e' indubitabilmente un abile professionista.
Sa cogliere la sensibilita' del pubblico, sa cogliere il proprio posizionamento, sa utilizzare con grande maestria gli aspetti del marketing emozionale.
Ovviamente ha confezionato un eccellente prodotto.
Garr dice,attraverso un linguaggio chiaro e semplice, e attraverso un apparato iconografico davvero degno di nota, che chiunque parli in pubblico deve porsi il problema dei suoi ascoltatori. (Ovvio? Mah, le presentazioni aziendali di solito sono piuttosto distanti da questo concetto).
Non esiste uno slideshow buono per tutte le stagioni, e non esiste un buon public speakers che non tiene conto delle persone che gli stanno davanti, che non cerca di essere il centro dell'attenzione utilizzando le slides solo come tappeto per la sua esibizione.
L'autore invita chi fa presentazioni a cercare di individuare i concetti (pochi), che devono passare ed attrezzarsi affinche' questi concetti arrivino davvero.
Poche parole, molte emozioni, attrattiva e piacevolezza.
Ancora Garr parla di progettazione analogica, in modo da avere padronanza delle proprie idee e delle cose cosi' come le si vuole dire, e solo usando carta e penna questo e' possibile.
Le slides vanno progettate su carta, nessun software deve inibire la creativita', poi, una volta capito bene quello che si vuole dire e come lo si vuole trasmettere ci si porra' il problema di come renderlo attraverso un software.
Poche parole, e pochi dati, Reynolds ci invita a trattare gli argomenti senza complessi (noiosi ed inutili) elenchi puntati o grafici.
Allo slideshow e' opportuno accompagnare un documento da lasciare, lo slideshow apparecchiala tavola del convivio, i dati sono subito dopo, si trovano in altri formati.
Le slides e la conversazione aprono all'interesse e al ragionamento, gli approfindimenti stanno subito dopo.
E infine molti consigli su come strutturare la singola slide, dove trovare foto ed immagini ecc.
Ovviamente ninete di nuovo sotto il sole, anzi, ma consiglio vivamente questo libro.
E' molto bello (anche dal puntodi vista iconografico come dicevo) e' utilissimo perche offre molti spunti, e, soprattutto, e' piacevole da leggere.
Anche il tono orientaleggiante di Reynolds, che vive in giappone ormai a anni, non risulta troppo stucchevole e forzato, ma punteggia l'approccio in qualche caso offrendo spunti di riflessione significativi.
Segnalo anche il blog di Reynolds, un occhio vale la pena di tenercelo :-)
Ringrazio l'ufficiostampa di Pearson per avermi fornito il libro.

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[...] come nello scrivere, e’ necessario utilizzare alcuni accorgimenti.Lele ne parla qui, recensendo il libro “Presentation Zen” di Garr Reynolds, invece Giacomo Mason decide [...]

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