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delle serate strane

tipo che passi una serata che non e' ne carne ne pesce, niente di male, ma facevi anche a meno, pero' son quelle cose di lavoro, con persone simpatiche per carita', si fanno anche due risate, ma poi e' lungo arrivare a casa.

E poi sali sul treno che e' il solito che ha almeno 7 vagoni chiusi e che alla sera in centrale parte dal binario dei campi di concentramento, e si ferma nelle stazioni in mezzo al nulla, e i compagni di viaggio hanno tutti la tua faccia e non hanno voglia di fare amicizia.

E poi passi il ponte sul fiume e scendi alla tua stazione in mezzo al nulla. Scendi solo tu e fa un certo effetto e il treno e' li, fermo, come se aspettasse che ti allontani, per vedere se e' tutto a posto.

E poi prendi la bici, solo che hai la giacca, la cravatta, le scarpe che vanno bene per andare in ufficio, ma per andare in bici... insomma.

E hai anche il Pc nello zaino, e i libri, e fa freddo, che stamattina quel vento gelato non c'era e il cappotto lo avevi lasciato a casa.

E ti accorgi che e' finita la pila del lume che e' vero che il pezzo di statale e' meno di un km, ed e' illuminato, pero' se avevi almeno la luce dietro...

Va beh

Allora ti metti a pedalare, e il vento contro e' una botta, gelato e contrario, dopo mezzanotte e una giornata di lavoro e' una sberla, vabbe'.

Pero si pedala, e guardi in alto e anche se non hai la luce c'e' la luna, ed e' una luna quasi piena che e' uno spettacolo.

E le nubi, che belle le nubi bianche sul cielo blu notte, che belle.

E pedali e in fondo il vento non e' cosi' freddo, anche se contrario e quindi usi il cambio, ma in fondo e' come pedalare in salita.

E pedali, ascolti la musica e pedali. Intorno tu e basta, se incroci un automobilista passa subito.

E poi attraversi il paese e non c'e' nessuno.

Ma quella luna e quel cielo.

Beh poi viene voglia di raccontarlo a tutti ;-)

In una sutra il Buddha raccontò di una parabola:
Un uomo che camminava per un campo si imbattè in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre. Giunto a un precipizio, si afferò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l’orlo. La tigre lo fiutava dall’alto. Tremando, l’uomo guardò giù, dove, in fondo all’abisso, un’altra tigre lo aspettava per divorarlo. Soltanto la vite lo reggeva. Due topini, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite. L’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l’altra spiccò la fragola. Com’era dolce!

chissà se si può fare dello zen anche alle riunioni di condominio... :D

Anche io sono scappato in campagna...se c'è qualcosa di pericoloso sono le riunioni di condominio!
A me la polarizzazione spaventa, "noi o voi" esclude "gli altri", da sempre pozzo creativo per il cambiamento. Del Don e del Sindaco -anche se figure immaginarie- rimpiango la schiettezza e la forza di conservare reciproci sentimenti positivi pur guradando la vita da opposte angolazioni.

@ Gianni pedalare e' tutta un'altra cosa, ci sei tu e il mondo, e sei dentro il mondo, in modo del tutto diverso rispetto a qualsiasi altra cosa :-)
IO le assemblee di condominio le bigiavo, e adesso sono scappato in campagna per non avere i vicini ;-)

@ Lorenzo eddai su mica mi puoi essere cosi' scorato. Non era meglio o peggio, secondo me era diverso, adesso e' un'altra cosa. Per la politica mi piacerebbe una polarizzazione come tra il don e il sindaco, ma qui fanno tutti il frappe delle ideologie... :-/

@ Gianni pedalare e' tutta un'altra cosa, ci sei tu e il mondo, e sei dentro il mondo, in modo del tutto diverso rispetto a qualsiasi altra cosa :-)
IO le assemblee di condominio le bigiavo, e adesso sono scappato in campagna per non avere i vicini ;-)

In quelle serate, nella bassa padana avvolta dalla nebbia fine, pare di pedalare a fianco di Guareschi e dei suoi indimenticabili personaggi...in fondo la situazione politica non è granchè cambiata dai tempi di Peppone e Don Camillo, però abbiamo perso la genuinità delle genti e dell'ambiente che faceva da felice sfondo alla vita semplice di allora.
Dopo una pedalata in una di quelle serate, vien voglia di raccontarlo ad altri per lenire la malaniconia della perdita.

Tornando a casa in treno, anche io ho visto nuvole bellissime nelle luci del tramonto. Poi però ho passato la serata all'assemblea del condominio. :-)

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