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Derrick de Kerckove a Milano

Oggi ero allo IAB Seminar “Emerging TV”, allo IED di Milano. Un convegno molto trendy, grande sala, un sacco di gente, davvero tanta. E poi lui, Derrick de Kerckhove, che ha ammaliato la platea per un tempo discretamente lungo. Un intervento davvero bello, intenso ed interessante. Dai blog a second life, fino a tornare alla tv che ha superato obtorto collo la sua resistenza all’interattivita, rimanendo comunque saldamente ancorata al modello uno -> molti. La TV che pero’ fa parte a pieno titolo dell’industria della conoscenza, e’ l’ultimo vero mass medium (la coda lunga parla di gruppi e di nicchie, la tv e’ di massa), la tv crea ancora la comunita’ piu’ larga e continua a dare l’idea di pubblico. Quindi in qualche modo la tv non e’ morta, ha smesso di essere l’unica offerta, rimane una delle offerte, ma rimane in sella.

Continuando il suo intervento come un forsennato (faceva danzare le slide sullo schermo scorrendole come se avesse gia’ finito il tempo), in una sorta di grammelot, una vera koine’ linguistica, il nostro, ha espresso alcuni concettini niente male.

Ha tolto in un attimo ogni valenza valoriale all’opportunismo tipico dei nostri giorni, sostenendo, con ragione, che stante il dato di precarieta’ assoluta che viviamo costantemente, e’ l’atteggiamento naturalmente conservativo.

Un procedere incalzante sul web 2.0, sul consumer hactivism (citato ancora il caso Kryptonite), ha parlato del consumer recalcitrante (quello che si stufa al cinema, dal momento che ha pagato il biglietto non vuole subire la pubblicita’). Importante anche il passaggio sull’economia dell’attenzione, ormai sempre piu’ difficile da captare e da raggiungere e sul reputation capital.

Un intervento proprio bello, e’ valsa la pena di andare fino a Milano, di sbagliare autobus e farsi una bella passeggiata per la periferia sud :-).

Una piccola nota anche sulla prima parte dell’intervento di Marco Montemagno che introducendo la tavola rotonda ha iniziato citando una meravigliosa frase di Bruno Vespa a proposito di un internet “spaventoso”. Montemagno ha sostenuto che coloro che si occupano di comunicazione e di informazione “non rubano il formaggio” (parole sue con alle spalle un godibile topolino dentro una forma di groviera) alle vecchie cariatidi (libera interpretazione mia) della tv generalista.

Poi il telefono ha cominciato a squillare e mi sono allontanato dalla sala. Ho approfittato per fare un salto alla libreria della Bocconi, e’ li a due passi, dove ho fatto un po’ di spesa. Ero partito con l’idea di procurarmi questo ma alla fine ci sono cascato e ho speso un capitale :-).

Mi incuriosiva questo e un tot di altre cosette. Ci striamo avvicinando al periodo delle vacanze, e avro’ molto da studiare.

[tags]derrick de kerckhove, mass media, montemagno[/tags]

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