www.flickr.com
Elementi di lele_rozza Vai all'album di lele_rozza

di quelli che si accontentano (ovvero de "la casta")

circa un anno fa, proprio sotto le feste di Natale (mi pare di ricordare) fu pubblicato un liboro dal titolo "la casta". Un libro a tesi che mirava a sottolineare tutte le orrende nefandezze fatte da una classe politica che vive di privilegi abnormi.

Una lista impietosa dei privilegi, vantaggi di cui gode la nostra classe dirigente. Naturalmente questo libro ebbe (ed ha) un grande successo.

Non molto tempo dopo sulla scia di questo successo venne pubblicato un libro su "la casta dei giornali". Una sorta di sottodeclinazione, qualcuno disse che questo libro e' il capitolo che manca al fratello maggiore.

Non molto tempo fa capito in libreria e trovo "la casta del sindacato".

A questo punto mi pare d'obbligo una riflessione che, si badi bene, non vuole assolutamente essere consolatoria: i privilegi dei politici, le schifezze dei giornali finanziati e l'inutilita' di certo sindacato sono li da vedere ed e' piu' che giusto stigmatizzarle ma... Non stiamo correndo il rischio di stigmatizzare (dopo la casta dei notai, degli avvocati e dei commercialisti, dei medici...) anche la casta dei fruttivendoli, degli idraulici e dei salumieri? Mi spiego meglio, non ci stiamo esercitando nel noto sport del lancio del bimbo con l'acqua sporca causa esigenze di semplificazioni?

Mi pare evidente l'accontentarsi di molte persone che, pur essendo intelligenti e colte, preferiscono pochi slogan autoconsolatori, che, ben lungi dal risolvere qualcosa, in qualche modo leniscono la frustrazione.

La frustrazione di conoscere la beceraggine del politico che spende in cancelleria in un anno quello che spende per mangiare(nello stesso tempo) una famiglia del Sahel o di inutili giornali stampati per il solo motivo di ingenerare posti di potere e poi regalati ecc.

Questa atmosfera di caccia ai cattivi rende tutto piuttosto plumbeo da un lato, e dall'altro ricorda una celeberrima massima di uno dei perdenti piu' straordinari della storia del ciclismo che diceva "tutto sbagliato, tutto da rifare". Sembra di assistere ad una prosopopea di piagnoni che dal folto delle piazze urlano cose innominabili e giustissime, ma che altro non sono se non lamentationes.

Ci accorgiamo cosi' immediatamente che questo termine "casta" di derivazione indiana, assai complesso e cardine di una societa' gerarchica fortemente strutturata, risulti, per quanto ci riguarda, del tutto inadeguato, sia dal punto di vista lessicale che da quello concettuale.

E forse forse la cosa che succede e' che abbiamo un altro punto messo a segno da un potere che continua a basarsi sul "panem et circenses", conscio del fatto che il cittadino medio si accontentera' della gogna mediatica, senza disturbare realmente il manovratore.

sic transit gloria mundi

@giovanni
su Colaninno Jr non posso che essere del tutto d'accordo con te. Non ho definito il termine improprio lo definisco insufficiente e consolatorio.
Nota bene che non si puo' passare dalle caste inferiori a quelle superiori, definire la "casta dei politici" e' come chiudere ogni possibilita', e, mi ripeto, dire "tutto sbagliato tutto da rifare, e, se mi si permette un'altra citazione "armiamoci e partite" che mi sembra lo slogan piu' in voga fra i vari maldipancisti in giro per l'Italia

Condivido l'osservazione sul piangersi addosso.
Meno quella sul termine casta:
guarda quanti politici sono figli di politici, guarda la cooptazione di Colaninno jr ne PD, ... e converrai con me che il termine casta sarà improprio ma non del tutto.

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
Realizzato con Drupal, un sistema open source per la gestione dei contenuti