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Elezioni: le persone, la politica, le chiacchiere, le convinzioni

In tempo di elezioni succedono cose molto strane. Giorgio Gaber un milione di anni fa, raccontava nella sua canzone "Le elezioni" (appunto) di un mondo diverso, vellutato, dove il tempo si ferma e tutto funziona, per il tempo di un voto.

Io invecchio e non son certo di ricordare bene le cose, ma, francamente, era tempo che non sentivo un'atmosfera così carica, epocale, durante una campagna elettorale.

E allora, siccome di queste cose sono molto curioso ho fatto ciò che non faccio mai, ho guardato la tv, ho seguito le dirette, i comizi, le discussioni.

E mi suonava in testa qualcosa. Io avevo già letto quello che stava succedendo, qualcuno lo aveva raccontato e non mi ricordavo chi. E poi, come sempre succede, l'illuminazione, ovvia e semplice. Era Elias Canetti, una delle mie letture di gioventù che aveva prodotto un'analisi lucidissima e feroce del concetto di massa, in modo puntuale nel suo Massa e potere.

E' stato facile riprenderlo e recuperarne qualche passaggio:

 Nulla l'uomo teme più che essere toccato dall'ignoto. Vogliamo vedere ciò che si protende dietro di noi, conoscerlo, classificarlo.

[…]

Solo nella massa l'uomo può essere liberato dal timore di essere toccato... Dal momento in cui ci abbandoniamo alla massa, non temiamo di esserne toccati. Nel caso migliore siamo tutti uguali... D'improvviso, poi, sembra che tuttto accada all'interno di un unico corpo.

Interessante declinazione del concetto di animale sociale, declinazione dentro cui sempre più spesso ci ritroviamo, almeno in termini di aggregato. Diverte rileggere alla luce di queste affermazioni i giornali del periodo emergenza stranieri in Lombardia, un'emergenza esplosa qualche anno fa ed improvvisamente scomparsa con lo scomparire del centrodestra alla guida del comune di Milano.

E la massa acquisisce ruolo e concretezza quando avviene ciò che Canetti definisce Scarica:

 Il principale avvenimento all'interno della massa è la scarica... All'istante della scarica i componenti della massa si liberano delle loro differenze e si sentono uguali.

In particolare dobbiamo intendere le differenze che si impongono dal di fuori: differenze di rango, di condizione, di proprietà. Gli uomini in quanto singoli sono sempre coscienti di queste differenze, che pesano su di loro e li spingono con forza a staccarsi gli uni dagli altri. Ciascun uomo ha un posto preciso nel quale si sente sicuro, e con i gesti esprime efficaciemente il suo diritto di tenere lontano da sé tutto ciò che gli si avicina.

[…]

Solo tutti insieme gli uomini possono liberarsi dalle loro distanze. E' precisamente ciò che avviene nella massa.

[…]

Nella scarica si gettano le divisioni e tutti si sentono uguali. In quella densità in cui i corpi si accalcano e fra essi non c'è spazio, ciascuno è vicino all'altro come a sé stesso. Enorme è il sollievo che ne deriva. E' in virtù di questo momento di felicità che nessuno è di più, nessuno è meglio di un altro, che gli uomini diventano massa.

La massa si compie e compie il suo ruolo salvifico, offrendo a tutti un approdo, un momento di riparo e di ristoro. Ma il problema si pone, dice sempre Canetti:

 

Ma l'istante della scarica, tanto agognato e tanto felice, porta in sé un particolare pericolo. E' viziato da un illusione di fondo: gli uomini che d'improvviso si sentono uguali; non sono divenuti veramente e per sempre uguali. Essi tornano nelle loro case separate, vanno a dormire nei loro letti. Essi conservano le loro proprietà e non abbandonano il loro nome.

[…]

La massa in quanto tale. Però, si disgrega. Essa presente la propria disgrwgzione e la teme. La massa può sopravvivere solrnto se il processo di scarica continua su nuovi uomini che le si aggiungono. Solo l'incremento della massa impedisce ai suoi membri di tornare a strisciare sotto il peso dei loro carichi privati.

E questo mi è sembrato perfetto per raccontare tanti anni di politica italiana, di scelte da tifoseria. E  ancora più preciso nel raccontare questa campagna elettorale che, in qualche caso ha visto delle vere affermazioni fideistiche. Mi ha molto confortato nella mia snobistica affermazione che, al di là dell'analfabetismo di ritorno raccontato dall'ottimo De Mauro e che impazza in rete, noi siamo chiamati ad esprimerci su questioni che assomigliano molto più all'astrofisica che non a qualcosa che possiamo comprendere sul serio, e che il voto consapevole è abbastanza complicato, sia a destra che a sinistra.
Trovo molto rassicurante, come sempre, avere qualcosa o qualcuno che possa raccontare una storia convincente su una faccenda, il voto, che mi sembra un'alchimia sempre più chiara.

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