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fin da piccolo volevo fare lo scrittore... mi sono rimaste le idee confuse...

Fin da quando ero piccolo avrei voluto fare lo scrittore, ma non per la fama o la gloria, non ci pensavo ancora; non so se fosse perche’ mi sarebbe piaciuto dire “faccio lo scrittore”, oppure se mi piacesse davvero scrivere, non ho mai avuto le idee chiare, ma forse neanche adesso.

Come spesso capita, in realta’, il lavoro con cui mi guadagno da vivere e’ del tutto diverso, molto piu’ prosaico, insomma non tanto piu’ prosaico: faccio i conti e dico alle persone se hanno fatto bene le valutazioni strategiche, se possono continuare strategicamente in quel modo o se l’asset strategico dell’azienda sta funzionando... oppure verifico che i conti tornino e nessun amministratore abbia distrattamente distratto dei danari dall’azienda... insomma mi rendo un sacco antipatico, e a Von Klausewitz, gli faccio una pippa (era quello che scrisse “L’arte della guerra” e negli anni 80 divento’ la bibbia degli strateghi aziendali) e mi faccio un sacco di nemici, del resto mi pagano per farlo, fa parte di quegli insondabili cosmici per cui funziona cosi’ anche se non piace a nessuno... mah.

Mi ritorna ogni tanto pero’ il tarlino dello scrivere e ho pensato ad un canovaccio, lo pubblico cosi’ sotto licenza gpl, e magari qualcuno mi aiuta a farci qualcosa.

Come a tutti e’ capitato di sperimentare, i soldi vanno sempre dove ci sono gia’. No, non ho intenzione di fare nessuna sparata sui luoghi comuni, noto solo che, in barba a tutte le normative sulla privacy, sul segreto bancario ecc., gli esseri umani si dividono in due categorie: buoni pagatori e cattivi pagatori. E se uno e’ un buon pagatore, beh, lo sanno tutti: la sua banca - e fin qui tutto normale-, un’altra banca, una qualsiasi- e su questo comincio ad essere preoccupato-, e poi, a cascata, la finanziaria, il fisco e, dopo ricerche non troppo approfondite, il suo padrone di casa e dunque a quel punto il vicino, suo cugino e lo zio d’America.
Perche’?
Beh, perche’ ciascuno di noi e’ (letteralmete) in quanto ha o non ha. No, non parlo di stastus symbol, parlo di credito. Gia’, di credito, fosse al consumo o no,... resta il fatto che ciascuno di noi e’ in quanto ha credito.
Se non hai gia’ avuto credito, che hai onorato o stai onorando, non avrai credito, perche’ non sei nessuno, e nessuno si fida a prestarti i soldi se non ti conosce... si lo so e’ un po’ kafkiano, ma funziona esattamente cosi’. Come quando negli annunci sui giornali importanti vedi che cercano un candidato junior da inserire in organico max 26 anni laurea, master, conoscenza perfetta di almeno due lingue e almeno cinque anni di esperienza... fortunatamente il salto nel cerchio di fuoco ce lo risparmiano... ma sara’ vero?

Ok, come al solito mi sono perso nei rivoli del ragionamento. Orbene, dicevamo ciascuno e’ in quanto ha credito.
Bene, e se uno il credito non lo vuole?
Ecco, mettiamo uno che dice: “ io il conto in banca non lo voglio, neanche alle poste”, opta per un lavoro di quelli che ti pagano a giornata, che vuol dire che ti fai un culo cosi’ e a fine giornata fanno 50 euro in nero, pero’ domani non e’ detto che ti richiamino. Mettiamo che sta in una casa per studenti, sono finite le norme antiterrorismo e sono aumentati i contratti atipici anche per le stanze in affitto... beh, al nostro lasciamogli anche la carta d’identita’ e la residenza, a casa dei genitori in provincia... ma e’ assolutamente sfuggente.... sarebbe bello inventarsi una montagna di vicende che gli capitano addosso... perche lui, il nostro mr smith proprio non c’e’... in testa mi sembrava piu’ carina, cosi’ e’ un po’ deboluccia... d’altra parte ci sara’ un motivo per cui invece che lo scrittore faccio i conti...

beh ci ripenso e vediamo

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