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la Siae si arrabbia

e' di ieri sul sole 24 ore l'articolo di roberto perotti di universita' bocconi, che poneva una provocazione riguardo all'utilita' o meno del copyright.

il dibattito invero interessantissimo, assurge alla ribalta delle cronache senza tenere conto di una serie di dettagli non irrilevanti.

Insomma dalle colonne di un autorevolissimo quotidiano si discute di no copyright (!!??!!!) ma secondo me a partire da alcune erronee informazioni.

perotti cita i mostri sacri della musica, ma non tiene conto della riproducibilita' tecnica (e si becca gli strali di asumma, presidente siae nella piccata risposta pubblicata oggi) e poi non tiene conto di alcuni dettagli, uno, fondamentale il fatto che ormai la questione copyright deve essere superata dalla questione delle licenze, ovvero dal modo in cui si consente la fruizione dei contenuti. la confusione tra diritto d'autore e diritti di sfruttamento commerciale e' evidente.

Licenze creative commons, gpl ecc, tutelano in pieno l'autore, senza blindare con la dicitura "all right reserved" la proprieta' del contenuto, ingenerando una serie di utilita' relative interessantissime, simili a quelle che individua perotti nel suo articolo.

dall'articolo, non si capisce come l'autore potrebbe gestire eventuali ricavi dalla sua opera, non si capisce come si potrebbe gestire la prima copia venduta a prezzo elevato (per poi scendere in funzione della diffusione come sostiene l'esimio professore).

una tesi peculiare, poco articolata... non si capisce bene.

e poi, francamente, in un testo cosi' breve diventa delicato affrontare una questione cosi' complessa, ma si sa come gli spazi giornalistici risultino risicati.

forse ha ragione perotti quando chiede l'abolizione della siae... ma forse anche no, in realta' meglio sarebbe una armonizzazione, affinche' ciascuno possa decidere di gestire i propri contenuti come meglio ritiene, senza monopoli, ma senza traumi e tragedie :-)

 divertente invece la piccata risposta di assumma, presidente della siae, che senza dire niente, confuta pedissequamente le tesi del professore, ponendo alcuni dubbi giusti, ma dal pulpito di chi e' intoccabile perche' il mondo va cosi' e basta.

 continuo a dire e a pensare che il dibattito rigoroso di cui parla perotti andrebbe attivato a partire da un modello di business che, tutelando l'autore, consenta una ampia diffusione dei contenuti.

"i nani sulle spalle dei giganti" di medievale memoria, sono un obiettivo a cui tendere, sarebbe opportuno che la distribuzione dei contenuti consentisse questo sviluppo e non lo blindasse dentro un serie di lacci e lacciuoli legati sostanzialmente allo sfruttamento commerciale dell'opera e non al diritto d'autore.

Grande merito dunque al professor Roberto Perotti che ha posto la questione e al sole 24 ore che ha deciso di dargli spazio. voto basso alla siae,  ci aspettavamo qualcosina di piu' che opoche parole liquidatorie e stizzite.

credo ci sia grande spazio per un dibattito tutto da aprire.

se mi censuri ancora ti dò fuoco al blog :)

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