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Lettera aperta

Lettera aperta ad Alfonso Pecoraro Scanio e Fiorello Cortiana
cc Emma Bonino, Marco Pannella

Da Marco Cappato, Segretario Associazione Luca Coscioni

Caro Fiorello, caro Alfonso,

leggo di un comunicato stampa a firma Maurizio Zammataro e Lele Rozza, del Gruppo Innovazione della Federazione dei Verdi, che parla di "voltafaccia dei radicali" sulla brevettabilità del software. Il giudizio si inserisce in una più ampia critica dei parlamentari italiani del gruppo liberale europeo che si sono astenuti.

Non voglio farvi perdere né perdere tempo a spiegare perché si tratti di una ricostruzione (politicamente, ma non solo) imbecille di quanto accaduto a Strasburgo e dell'azione svolta dai radicali sul tema negli ultimi tre anni, ivi compreso in occasione di questo voto da parte di Emma Bonino e Marco Pannella, ma anche di tutti i (pochi) funzionari ed assistenti radicali al PE.

Come prevedibile, la tesi del "voltafaccia" sta godendo di discreta diffusione in rete, pur con discutibile successo di autorevolezza.
Sta a voi e alla Federazione dei Verdi di giudicare il dividendo politico della circolazione di una simile stronzata.

Ciao,
Marco

Questa la nostra risposta:

Egregio Marco Cappato

Posto che non puo' essere in dubbio il grande lavoro svolto anni fa da Te e oggi dai radicali sulla questione brevetti, proprio per questo chiediamo conto.

Ci siamo limitati a far notare come non fosse chiaro il tipo di atteggiamento di quanti, contrari al di la' di ogni ragionevole dubbio alla brevettabilita' del software si sono astenuti.

E continuiamo a chiederlo, perche' non e' chiaro, e non e' chiaro per due motivi: il primo di metodo: laicamente crediamo che ciascuno sia legittimato a fare le azioni che ritiene opportune, salvo il fatto che, laddove lavoriamo per la condivisione del lavoro in rete, laddove crediamo che condivisione e partecipazione abbiano reso fortissimo il fronte del no a questa direttiva, non ci spieghiamo un gesto in nessun modo condiviso.

Il secondo e’ una quesitione di merito: sappiamo che la direttiva non e' passata perche' all'ultimo momento non si volevano sconfitti. Se fossero passati gli emendamenti i lobbisti rischiavano di vedere vanificata una parte importante della loro opera, e quindi anche chi favorevole alla brevettazione, ha preferito votare contro. A maggiore ragione chi ha lavorato a mettere insieme piccole e medie imprese, associazioni, sviluppatori, ha senz'altro ottenuto di mettere in crisi i grandi gruppi e le grandi aziende, il rigetto cii sembra una straordinaria vittoria.

Sappiamo che le cose stanno cosi', era necessaria una strategia adeguata realistica e responsabile sulla condivisione del sapere, e sulla strategia c'e' stata una distinzione tra noi, ed e' inutile sottacerlo.

Non le strategie ma i risultati sono pero’ il centro della attivita’ politica svolta in questi anni, e per questo ci auguriamo dopo questa importante vittoria di poter continuare a svolgere insieme, radicali, verdi e comunita’ un percorso che consenta loa realizzazione della societa’ della condivisione del sapere.

cordialmente

Lele Rozza
Maurizio Zammataro

gruppo innovazione della Federazione dei Verdi

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