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ll Web e la carta stampata

Stamattina, presso la sede del sole 24 ore in via monterosa ho assistito ad un interessante dibattito dal titolo "Il Web uccidera' i giornali". Ho un sacco di critiche :-), anche se devo dire che sono usciti spunti davvero molto interessanti.

Come si vede dal link il tavolo dei relatori era estrmamente autorevole, e devo dire che l'introduzione di Mario Guerci, con il quale sono in disaccordo su alcuni punti e' risultata precisa e molto feconda per l'apertura del dibattito.

L'occasione e' una ricerca svolta da ThikTel sulla concorrenza tra nuovi media digitali e stampa (aspetto con ansia di scovare il link dove e' stata pubblicata), ed e' diventato un modo per discutere di nuove tecnologie applicate alla comunicazione.

Il ragionamento partiva e si dipanava dalla flessione degli introiti pubblicitari da carta stampata, e (non necessariamente) conseguente aumento degli introiti da raccolta pubblicitaria sul web.

Gli interventi che si sono succeduti sono stati concisi e chiari (merito al moderatore gianfranco fabi, che ha condotto il _non_ dibattito egregiamente, tempi giusti niente sbavature, chapeau!)

Le argomentazioni nascevano, crescevano pe prosperavano sulla questione conto economico, e su quale futuro potra' avere un media come la carta stampata che campa di introito pubblicitario, dal momento che questo introito sembra diversificarsi.

In qualche modo, a detta di tutti, il media "quotidiano" non sembra essere in pericolo, a patto che ci sia la volonta' di riconsiderare l'approccio all'informazione, a patto che si riconsideri la modalita' di proposta dello stesso.

Sono uscite alcune affermazioni anche forti sull'autoreferenzialita' dell'editoria e dei giornalisti, ma sostanzialmente in ottica quantitativa.

particolarmente pregnante ed interessante l'intervento di Andrea Granelli (Direttore Istituto per l’Economia dei Media (Fondazione Rosselli) che ha posto la questione a partire da uno scenario ambientale estremamente rumoroso (il rumore di fondo tipico dell'eccesso di informazione) con una sostanziale difficolta' dell'attenzione ad essere catturata dalle permanenze. Dopo il primo giro di tavolo sempre granelli ha fatto (correttamente) notare come non era possibile configurare un'analisi del complesso fenomeno della vita in rete come una questione di audience (parole sante mi verrebbe da dire) riposizionando il _non_ dibattito su ragionamenti un pochino costruttivi.

Poco interessante lo spot dell' AD di Microsoft Italia, e abbastanza sloganistico (e pubblcitario) l'intervento del country manager di Google.

Marco vernocchi di Accenture ha correttamente (imho) posto la necessita di fare entrare i nuovi media in redazione, superando una visione un po' vecchia di giornalismo, imbevendola di nuovi approcci e modalita' operative.

La location era straordinaria, e ho avuto modo di intravedere Nicola Mattina (sembrava proprio lui, e risulta decisamente meglio dal vivo :-)) e Luca Debiase che invece e' assolutamente identico alla foto che si vede sul blog :-).

Ho un sacco di appunti da fare invece. Innanzitutto un _non_ dibattito sul web in puro stile old economy e' un vero peccato, interessanti interventi col sapore di una lezione frontale, davvero begli spunti, ma, evidentemente un sacco di strada e' ancora da fare.

Scarsa costruttivita' a partire dal conto economico e dalla necessita' di intercettare i giovani... come se il web fosse una questione di audience.

E infine l'assoluto protezionismo da parte del moderatore verso la categoria giornalisti.

Nonostante questo, tutto sommato, una mattinata ben spesa

Finalmente hai un blog come si deve!

baci,
c.

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