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Maonomics

La casa della zia, dove sono andato in vacanza è vicino a Santa Teresa di Gallura. E a Santa Teresa di Gallura c’è la biblioteca, e io mai pensavo che sarei andato in biblioteca a Santa Teresa di Gallura, che è sempre al mare e io sono in ferie, ma poi, siccome Giacomo doveva andarci, sono andato anche io, e già che ero lì ho fatto la tessera e ho preso un brutto libro di Gore Vidal, una roba tipo pugile suonato, mi ricordava un pochino Travaglio da vecchio, e invece poi ho trovato Maonomics.

Confesso che a quel libro lì non gli davo 2 lire, perchè era scritto da una professoressa col nome buffo che una volta avevo sentito per radio e mi aveva convinto gran poco. Beh, mi sbagliavo, e parecchio anche.

Ho letto Maonomics e ho imparato che:

lo stato di decadenza dell’economia occidentale è al limite del collasso (oppure è già ampiamente collassato) e i grossi fanno finta di niente che altrimenti toccherebbe loro di lavorare.

Marx è una vittima della propaganda politica e tutto sommato aveva ragione (che sembra una roba che fa ridere, e invece se leggete il libro è abbastanza evidente… per verità anche se si legge il capitale, ma in effetti la cosa è di tutt’altro peso)

La gestione della politica chiede un leader illuminato, e, dico io, in Italia sembra che ce lo cerchiamo con il lanternino, un bel tirannetto che mette tutte le cosine al suo posto, per dire

Uno stato che ci lascia la “libertà” di essere schiavi del mercato è quasi peggio di uno stato totalitario, sotto molti aspetti. e La storia dell’Islanda, che ha fatto finta di giocare in borsa prima di fare bancarotta e tornare a coltivare e a pescare ci induce a riconsiderare i picconatori dello stato nazione.

Forse la differenza tra la nostra stampa, sedicente libera, e quella cinese, dichiaratamente censurata non è enorme.

I nostri giornali danno in pasto al lettore notizie false, senza che nessuno possa accorgersene, in Cina la censura non dice le cose che dice di non dire…

E poi, ma qui cito che è meglio:

“E come abbiamo visto, chi paga il reality della super democrazia, non sono gli iscritti al partito, ma singole imprese che, attraverso lobby e gruppi di pressione, il principio romano del do ut des”

Ed infine che la “narrazione” occidentale, talvolta risulta un tantino omogeneizzata. Se invece si gratta un po’ la storia vera è un po’ diversa, e la Cina non è brutta quanto la dipingono.

Insomma Loretta Napoleoni è un’intellettuale con i baffi (sebbene dalla quarta di copertina risulti una signora piuttosto attraente) e il libro ritengo sia decisamente da leggere.

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