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Non invasivo 3

il dibattito sul ruolo della pubblicita' continua. interviene anche pierluca santoro che leggo sempre volentieri.

pierluca dice:
"Cosa dovrebbe offrire per tornare a creare valore per l'utente?

La risposta non può che essere valore [aggiunto]."

e ovviamente non si puo' che essere daccordo, sebbene vista la media dell'offerta pubblicitaria attuale questa affermazione apparentemente banale (non lo e') appare del tutto rivoluzionaria :-)

copioincollo qui sotto il commento che ho lasciato al post di pierluca con qualche aggiunta

sebbene non faccio parte dei "blasonati" intervengo in questo dibattito:

ritengo che lo spettacolo purchessia ha stancato. viviamo una condizione strana, una ipotetica qualita' dela vita altissima, salvo poi rimanere letteralmente incastrati in pene inenarrabili per compiere azioni le piu' semplici. (penso ai banali sposatamenti nelle grandi citta' per fare l'esempio piu' ovvio)
appare sempre piu' chiaro come le strategie aziendali si riverberino su questi aspetti.
il concetto di sostenibilita', il fatto di interpretare la propria presenza (aziendale) sul territorio come anche un contributo credo debba diventare centrale.
per utilizzare un termine filosofico, il fatto di immaginare di contribuire ad un nuovo patto sociale che vede tutti piu' collaborativi rispetto all'insistere su questo mondo (sempre piu' stretto) potrebbe essere una eccellente modalita' di comunicazione.
i sorpassati esempi del boicottaggio alle multinazionali sono un esempio al contrario: siccome sei brutto e cattivo non compro i tuoi prodotti. forse indirizzare la propria comunicazione verso il proprio contributo all'umano consorzio (dichiarando tutta la filiera e non solo lo "splendido" prodotto finale) potrebbe essere un modo.
in fondo e' bello comprando avere l'impressione di dare un contributo (non solo economico al vendor di turno :-))

insomma, e' evidente che il tempo della pubblicita' ingannevole e' (dovrebbe essere sic!) passato, ed e' evidente che molto spesso il fastidio e' superiore all'interesse.

mi sembra chiaro che quando si dice che le persone chiedono qualita' la chiedono e basta, non solo a tratti. anche le proposte pubblicitarie, credo, dovrebbero inserirsi in questo modo di vedere.

insisto, una proposta di valore aggiunto "sociale", una proposta rispetto alla volonta', fatto salvo (ovviamente) il business che giustifica l'operazione, risponda alla volonta' di utilizzare si il mondo, ma lasciandolo un pochino migliorato.

sono proprio utopico?

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