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Pensando di e-book (fantasie di un lettore che non ne capisce di editoria)

Ero dietro che facevo un ragionamento sugli e-ebook e mi è venuto così complicato che mi son detto che era meglio scriverlo che così mettevo le idee in ordine.

Pensavo: se fossi un editore, per fare un libro devo mettere in conto che spenderò per l’autore (di solito poco); per la carta, relativamente poco; in logistica (i libri van spostati); in magazzinaggio (i libri van tenuti da qualche parte); in promozione (c’è degli omini che girano a vendere i libri alle librerie) e in pubblicità, eventi e compagnia briscola. E poi, ovviamente devo calcolare lo sconto che faccio sul prezzo di copertina a chi vende i miei libri.

In funzione di quei conti lì si decide quanto possono costare i libri.

Il mercato librario poi funziona che gli editori vendono ai grossisti e alle librerie, e, tranciandola un po’ con l’accetta, gli editori vendono con un pagamento a 90 giorni e cominciano ad accettare i resi dopo 120 (nel senso che per un sacco di libri, quelli che non legge nessuno, è tutto un avanti indietro dalla casa editrice alla libreria, alle bancarelle dei reminders, fino al macero) ma con quel giochino finanziario all’editore avanza un po’ di tempo tra il momento che chi compra i libri paga e chi vende si riprende indietro i libri resi (che si traduce in soldi a disposizione), si ottiene un mark-up, appunto per “commercializzare” i libri che non legge nessuno. Il sistema funziona bene così.

Si l’ho tranciata molto grossa, ma giusto per intenderci.

Allora dopo un sacco di anni che erano tutti felici e contenti e si lamentavano che in Italia non legge nessuno, badabang, tutto da rifare, arrivano gli e-book.

Gli e-book risolvono un sacco di problemi in realtà, nel senso che la maggior parte dei costi che l’editore sostiene si azzerano. E’ vero che bisogna fare l’infrastruttura teconologica per venderli, ma una volta fatta quella sta lì e vende gli e-book (che poi basterebbe farne una per tutti e non una per ciascuno, ma si sa che ciascuno vuole il suo negozio, e quindi…), niente logistica, niente magazzino, niente promotori. Resta da pagare gli autori e la promozione, sarebbe un bell’affare.

Ma l’e-book è una rivoluzione copernicana, ci vuole del tempo, bisogna fare in modo che “penetri” il mercato.

Poi c’è la faccenda che gli esseri umani sono pigri, e pur di non cambiare supporto si inventano anche che i libri c’hanno un buon odore e robe del genere.

Nel frattempo, gli editori, continueranno a farsi il loro bel business con i libri di carta, e piano piano, se il mercato c’è (e siamo in tanti a pensare che c’è) quello cresce, e io (editore) spendo proprio poco per farlo crescere, perchè siccome non ho un costo vivo per l’e-book, niente distribuzione, niente logistica, la promozione la faccio già per la carta… insomma non spendo niente.

Bene.

Qual’è il mio obiettivo (il mio dell’editore, intendo)? Beh il mio obiettivo è di fare “abituare” le persone all’e-book, quindi, mettere in giro un sacco di e-book facendo di tutto perchè le persone comincino ad usarli.

Nei progetti open source si parla di “installato”, un progetto, se funziona, produce software che ha tante installazioni, le persone cominciano ad usarlo. Se tante persone cominciano ad usarlo c’è caso che lo dicano agli amici che se lo scaricano e lo usano, e piano piano il meccanismo comincia a funzionare, quindi ci sono persone disposte a pagare una parte del loro reddito (il reddito derivato dalla vendita degli applicativi fatti con il software open source) perchè chi sviluppa il software open source continui ad evolvere e a risolvere altri problemi. Con i libri non funziona, ma il meccanismo in parte è lo stesso, se tanti leggono gli e-book, gli e-book cominciano a diffondersi, e piano piano le persone si abituano e i vantaggi diventano più interessanti del cambio di modalità di fruizione e il gioco è fatto.

Ma perchè il vantaggio sia effettivamente percepito io (sempre io editore) devo fare due cose: rendere la fruizione molto facile, quindi niente DRM (che francamente è una corsa ad ostacoli), e rendere il costo molto competitivo rispetto alla carta.

E allora, nella mia fantasia di bambino mi sono immaginato che siccome è quasi Natale, e il prezzo degli e-book reader sta crollando, sarebbe un sacco bello che qualcuno regalasse a me, che sono un forte lettore, un e-book reader con dentro un sacco di e-book, che se il costo degli e-book fosse un sacco basso ce ne starebbero tanti e io me ne andrei in montagna con il mio bel e-book reader bello farcito e passerei le vacanze di natale a leggere, intanto che la Vale e i ragazzi sciano, io me ne starei bel bello in panciolle a leggermi un sacco di robe interessanti sul mio reader. (Tipo che qualcuno guarda la mia lista dei desideri di anobii e con pochi click mi fa superfelice, per intenderci)

Al ritorno comincerei a pensare che essere andato in montagna con il solo reader, senza parecchi kg di carta è una cosa un sacco comoda. Se poi continuo a trovare e-book che costan poco, beh io ne compro un sacco, anche solo per leggerne qualche pezzo (quando si fan le ricerche capita) e siccome bastan pochi click, finisce che se costan poco io ne compro proprio tanti.

E gli editori si trovano a fare del fatturato senza spendere quasi niente, e io sono contentone perchè ho un sacco di libri.

Ecco, poi non lo so se smetto di comprare i libri di carta, che a me scarabocchiare i libri con i pastelli mi piace, però è certo che la comodità di averceli li nell’internet è tale che insomma… magari li compro anche doppi, soprattutto perchè non è che posso regalare un e-book, e non sempre si riesce a regalare il reader farcito (che insomma son cose che si fanno proprio a Natale, per intenderci).

E secondo me se questa cosa funziona con un bel po’ di lettori forti il concetto di e-book è sdoganato e il mercato comincia a girare.

E considerando che per un bel pezzo il mercato carta digitale rimane in parallelo, ecco che gli editori si trovano ad avere un business aggiuntivo praticamente aggratis, che coi tempi che corrono…

Quindi nella mia fantasia di bambino mi ero immaginato che facendo pagare gli e-book molto poco (penso a qualche euro) e magari fornendo le librerie dei suoi bei reader che uno, al limite, va lo stesso in libreria, parla con il libraio, si fa dare i consigli, e si compra il suo e-book lo stesso, avendone letto un pezzettino sul reader della libreria, il mercato degli e-book ci mette relativamente poco a fiorire, oppure, già che è in libreria, si compra il suo bel libro di carta, e l’editore è contento lo stesso.

E poi ho pensato che per fortuna io non faccio l’editore, perchè evidentemente mi sfugge qualcosa di veramente importante, altrimenti mica avrei fatto questa riflessione sbagliata, visto che tutti stanno facendo diverso.

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