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Prove tecniche di suicidio (Milano dopo le primarie)

Stamani mattina su affaritaliani un'intervista a Maria Pia Garavaglia, già definita "Veltroniana doc" che dice

 

Toni duri, chiari, netti. Parole che dividono, che obbligano a una scelta, quelli di Mariapia Garavaglia, veltroniana doc, già ministro e vicesindaco a Roma. In un'intervista ad Affaritaliani.it la senatrice spiega: "Pisapia? Milano merita un ripensamento. Non ci sarebbe l'unanimità dei consensi del Pd sull'avvocato. Proponiamo di lavorare per la costruzione di un terzo polo. Non possiamo permetterci di gareggiare con Pisapia e perdere le elezioni dopo aver perso le primarie. Ipotesi Albertini sindaco? Dico di sì, è una bella occasione"

 

e Emanuele Fiano dice:

 "E' giusto aprire ora nel partito una riflessione autocritica sulla gestione di queste primarie ma tutto questo mentre garantiamo il nostro appoggio a Giuliano Pisapia. Ovviamente capisco che Mariapia Garavaglia consideri Pisapia un candidato troppo spostato a sinistra. Per questo penso anche io che il Pd dovrà aprire con Pisapa da subito un confronto che garantisca una campagna elettorale del Centrosinistra aperta il più possibile in relazione con tutte le forze politiche che a Milano si oppongono alla riconferma di Letizia Moratti. Dobbiamo essere il Pd che aiuta Pisapia a vincere senza perdere il nostro profilo politico e la nostra idea di città".

(Da notare l'affermazione "PD che aiuta Pisapia" ... )

Quindi, dicevamo: belle primarie, ma il colpo di coda di un partito che in fondo non esiste rendono la strada elettorale in salita, salitissima direi. Sono partiti i veti incrociati e il "liberi tutti". Non esiste alcuna forma di coesione, nemmeno intorno ad un risultato che hanno voluto gli elettori, pochi o tanti che siano.

 

 

 

 

Il vero nodo sollevato da Lele non sono le parole di Fiano, quanto il fatto che non ci sia una condotta "di scuderia" verso la stampa in periodi elettorali e pre-elettorali.

Il dibattito eventuale deve essere interno, se emerge attraverso dichiarazioni che sconfessano di fatto lo strumento delle primarie, la brutta figura raddoppia.

Di me si può' dire ovviamente quello che si vuole, ma mettermi tra coloro che sono tiepidi o incerti sull'appoggio a Pisapia no, i miei comunicati, tutto quello che ho scritto su Facebook dalle primarie in poi, la mia intervista su Affari Italiani di ieri, testimoniano quello che sto dicendo, e comunque se ci fosse ancora bisogno lo ridico qui. Sono dal primo momento convinto che si debba lavorare pancia a terra per l'elezione di Pisapia, e sono convinto che faremo il bene di questa elezione se dialogheremo con Pisapia senza rinunciare al nostro profilo.

Emanuele Fiano

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