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[Storie di Calabria 3] Reggio Calabria dalla tangenziale

Se attraversi tutta Reggio, verso l'aeroporto, passando per la superstrada la cosa più evidente è che ci sono tantissime case, tantissime.

Si dice che la cubatura disponibile sul territorio di Reggio sia almeno il triplo di quella necessaria per il numero degli abitanti.

Le case di Reggio, soprattutto in periferia, sono quasi tutte brutte. Manca l'intonaco, e con buona pace del gusto delle nostre città d'arte, ci sono un sacco di case con i mattoni a vista, però sono i forati, mica quelli pieni, e l'effetto è un po' inquietante.

Un'altra cosa molto particolare è che a Reggio i tetti non esistono, tutte le case sono piatte in cima, i perchè non sono finite, o perchè semplicemente sono finite così, piatte.

Il burlone che ha scritto il piano regolatore deve avere alzato il gomito, oppure, più probabilmente, sto piano regolatore nessuno si è preso la briga di scriverlo, e gli stradini sono corsi dietro ai folli costruttori che hanno edificato, cercando (gli stradini) di portare strade al servizio delle case, sorte nel caos più completo.

Le case, spesso non sono proprio costruite del tutto. Ci sono uno o due piani che sono abitati, si vedono le finestre e i panni stesi fuori, sopra c'è un altro piano, al grezzo, in attesa di una destinazione, non si sa mai.

Ci sono un sacco di case con le occhiaie vuote che ti guardano e tu ti chiedi il perchè.

Uscendo da Reggio non cambia tantissimo. Non si ha l'impressione di essere usciti da un posto ed entrati in un altro, sembra solo che il caos di prima si sia diradato, un po'.

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