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[Storie di Calabria 4] Saline Ioniche

Qualche chilometro dopo Reggio si arriva a Saline Ioniche. Saline è una specie di viale con intorno le case, qui le case sono poche, anche se sembrano sempre troppe per uno spazio così ristretto, sono tutte attaccate l'una all'altra e negli spazi tra una e l'altra ci sono baracche, capanni e piccole costruzioni a riempire ogni spazio possibile, in quest'orgia edificatoria senza fine.

I calabresi sono evidentemente un popolo di muratori, evidentemente.

Si vedono affastellate in costruzione i materiali di recupero più varii in un continuum talmente fantasmagorico da apparire affascinante.

Nessuno per strada.

Supero anche Saline e arrivo al bivio.

Sul pilone della superstrada, delimitati con la vernice, ci sono gli spazi per la propaganda elettorale, mica i tabelloni!

Passando sotto la superstrada si arriva ad una stradetta che sembra non portare da nessuna parte. In mezzo a questa stradetta c'è una specie di garitta, evidentemente in disuso, con le assi di legno alle finestre. Una garitta che serviva a governare i flussi di ingresso e di uscita a questa opera, mirabile, dell'immane fame di edificazione di cui si vede traccia ovunque.

Superata la garitta la strada, abbandonata, fa una curva a destra e si arriva ad un enorme spiazzo che da sul mare.

Uno spiazzo, completamente vuoto, grande, ma parecchio grande. Sulla sinistra un molto imponente, di cemento armato, di fronte la spiaggia.

La spiaggia? La spiaggia!

Mi dicono che questo è il porto di Saline. Un, ipotetico, porto turistico. Un, ipotetico, porto turistico che avrebbe dovuto riqualificare la zona.

Io vedo un molo, enorme, di cemento armato. Una spiaggia (con enormi cumuli di sabbia), un piccolo tratto di mare racchiuso da questo molo, una barchetta ormeggiata, una barca in secca abbandonata e, in fondo, una famigliola che prende il sole con l'ombrellone a righe.

Mi dicono che prima hanno fatto la gettata, hanno posato il cemento e costruito il molo, dopo hanno fatto i calcoli delle correnti, dopo. Le correnti fanno si che il porto turistico di Saline, sia diventata una cava di sabbia. Niente riqualificazione, niente turismo, un sacco di cemento su un tratto di mare a dire il vero piuttosto bello.

Quando decidiamo di venire via da questo posto lunare, mi accorgo che il silenzio è assoluto. Si sente il vento, si vede il mare e, la in fondo, dietro la superstrada si vedono anche le montagne. E' un posto magico, da un certo punto di vista.

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